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Ethos boccia i compensi di Novartis, “busta paga CEO è eccessiva”

Vas Narasimhan
Il CEO di Novartis ha guadagnato 25 milioni di franchi nel 2025. Keystone-SDA

Ethos boccia i compensi di Novartis: la fondazione che consiglia gli azionisti promuovendo il buon governo d'impresa chiede all'assemblea generale del 6 marzo di respingere tutti i punti relativi alle remunerazioni del gigante farmaceutico renano.

(Keystone-ATS) Nel mirino vi è in particolare la retribuzione di quasi 25 milioni di franchi per il presidente della direzione Vas Narasimhan, cresciuta del 30% in un anno e ritenuta del tutto fuori scala rispetto ai parametri europei.

Per l’esercizio 2025 il manager americano con origini indiane ha incassato 24,9 milioni di franchi: una cifra che, sottolinea in un comunicato odierno la fondazione che rappresenta numerosi investitori istituzionali e fondi pensione, è pari a 295 volte il salario mediano svizzero. Si tratta di un importo più che doppio rispetto a quanto percepito nel 2018, anno in cui Narasimhan ha assunto la guida del gruppo, e in netta progressione anche rispetto ai 19,2 milioni del 2024.

Il pacchetto retributivo si compone in particolare di uno stipendio base di 1,9 milioni di franchi, un bonus annuale per il 2025 di 5,1 milioni e di un piano di remunerazione azionaria pari a 17,3 milioni di franchi. La parte variabile del CEO ammonta a 22,3 milioni, l’equivalente di quasi dodici volte la retribuzione fissa, sottolinea Ethos: un rapporto ritenuto eccessivo, malgrado la buona performance finanziaria del gruppo, che ha chiuso l’anno con un incremento dell’utile del 17% a 14 miliardi di dollari (11 miliardi di franchi al cambio attuale).

La critica è rivolta anche al livello assoluto della retribuzione: la busta paga di Narasimhan è superiore di oltre il 50% rispetto alla mediana dei compensi dei CEO delle dieci maggiori società quotate alla borsa svizzera. Il divario diventa ancora più marcato (+80%) se si guarda ai quindici maggiori concorrenti europei del settore salute.

Livelli difficilmente giustificabili

“Riteniamo inappropriato che Novartis si confronti principalmente con aziende nordamericane per definire i propri compensi”, afferma Vincent Kaufmann, direttore di Ethos, citato nella nota. “È comprensibile che un gruppo di queste dimensioni, che è attivo sul mercato americano, debba offrire stipendi competitivi per trattenere i talenti; i livelli raggiunti negli ultimi anni sono però diventati eccessivi e difficilmente giustificabili”.

Nel mirino della fondazione non c’è solo il numero uno del gruppo: Ethos raccomanda di votare contro l’intero rapporto sulla remunerazione, ma anche di respingere il massimale di 95 milioni di franchi richiesto per i dieci membri della direzione generale per l’esercizio 2027 e il tetto di 8,2 milioni per i dodici membri del consiglio di amministrazione (Cda). Peraltro anche i gettoni del Cda, secondo l’analisi di Ethos, sono ben al di sopra della media: il presidente riceve il 34% in più rispetto alla mediana delle dieci maggiori aziende elvetiche, gli altri consiglieri il 29% in più.

Per la fondazione ginevrina il caso Novartis si inserisce in un trend più ampio e preoccupante. “Assistiamo a una spirale di aumenti continui degli stipendi dei dirigenti che sembra slegata dalla realtà economica vissuta dagli altri stakeholder delle multinazionali”, sostiene Kaufmann. Come noto con stakeholder (in italiano “portatori di interesse”) si intendono tutti i soggetti che hanno un interesse legittimo nelle attività e nella performance di un’azienda: nel caso presente quindi i dipendenti, gli azionisti, gli investitori, i fornitori, ma anche i clienti, i pazienti e i sistemi sanitari.

“Novartis deve urgentemente rivedere il proprio sistema per evitare una deriva inflazionistica delle remunerazioni dei dirigenti”, conclude l’esperto con laurea all’università di Ginevra.

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