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Finanza funziona solo se è sostenibile, dice top manager Blackrock

Il colosso newyorkese ha in gestione 7800 miliardi di dollari. KEYSTONE/EPA/JUSTIN LANE sda-ats

(Keystone-ATS) Senza tenere conto della sostenibilità non funziona più nulla, nemmeno in ambito finanziario: lo afferma Mirjam Staub-Bisang, responsabile per la Svizzera di Blackrock, la più grande società di investimento al mondo.

La top manager mette anche in guardia su una prossima crisi: unica certezza, sarà diversa da quella attuale.

La minaccia rappresentata dal coronavirus non è uguale per tutti e ciò è pericoloso, afferma la specialista in un’intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger. “La ricchezza delle persone facoltose non ha quasi mai sofferto per la crisi. Nelle classi meno abbienti, invece, la situazione è tesa. Quello che stiamo vedendo è una spaccatura della società. Infermiere, commesse e autisti di autobus devono esporsi a rischi per la salute per i quali non sono compensati. Non c’è da stupirsi che queste persone pensino che ciò non sia giusto”.

Secondo Staub-Bisang a soffrire è la coesione della società, a livello locale, ma ancora di più sul piano globale. “Il Covid-19 sta accelerando la deglobalizzazione. Stiamo producendo più vicino al consumatore. Così facendo, stiamo spingendo milioni di persone nei paesi emergenti verso la povertà. Dobbiamo chiederci che effetto questo avrà sulla democrazia e sull’istruzione di quelle nazioni. Per 20 anni i tassi di povertà sono diminuiti: ora che la tendenza si è invertita, la povertà globale è in aumento”.

Anche in Europa moltissime persone prima della pandemia avevano lavori che ora non esistono più. “La gente vuole prosperità, una vita migliore per i propri figli. Questo è un motivo per cui credo che la decelerazione sia un fenomeno temporaneo: abbiamo bisogno di una crescita sostenibile”, si dice convinta l’avvocata d’affari da novembre 2018 alla testa dell’entità elvetica di Blackrock, il colosso newyorkese che ha in gestione 7800 miliardi di dollari.

A suo avviso le aziende devono in questo momento assumersi la loro responsabilità sociale: chi se lo può permettere deve far superare la crisi ai propri dipendenti, evitando di licenziare. “Questa è la strategia giusta per il lungo termine, anche in termini di fidelizzazione dei collaboratori. Soprattutto nel settore dei servizi è necessaria una forza lavoro qualificata: se trattate male queste persone durante la crisi, alla prossima occasione cambieranno impiego”.

Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese, se all’inizio era giusto procedere in modo semplice e pragmatico, ora la situazione è cambiata. “Sono passati otto o nove mesi e abbiano molte più conoscenze; le aziende sono state in grado di adattarsi alla seconda ondata”, osserva Staub-Bisang, che si appella alla responsabilità imprenditoriale. “Contrariamente a quanto avvenuto durante la prima ondata, i prestiti devono ora essere collegati a chiari piani aziendali: dopo otto mesi puoi aspettarti che un imprenditore abbia un’idea di come voglia gestire la sua attività in futuro.”

Bisogna anche pensare un po’ più in là dell’immediato, anche in materia di sostenibilità. “Il coronavirus ci ha mostrato quanto il mondo sia fragile e quanto siamo interdipendenti. Di conseguenza, è aumentata la consapevolezza delle interrelazioni fra i vari ambiti”, afferma la dirigente con studi all’università di Zurigo e all’Insead, l’Institut européen d’administration des affaires di Fontainebleau (F). Nel 2011 solo il 20% delle aziende rappresentate nell’indice borsistico statunitense S&P 500 pubblicava rapporti di sostenibilità, ora la quota è al 90%.

Secondo Staub-Bisang non si può più tornare indietro. “Gli ultimi due anni hanno visto una sorta di spostamento tettonico: la sostenibilità è ormai un argomento che riguarda tutti i manager aziendali, tutti i gestori di investimenti e tutti i consigli di amministrazione delle casse pensioni: ovunque insomma si investa denaro”.

Tanto più che investire con un occhio di riguardo ad ambiente, socialità e buon governo aziendale rende. “La performance della maggior parte degli investimenti sostenibili ha superato quella degli investimenti tradizionali durante la crisi scoppiata in marzo. Le nostre ricerche dimostrano che questo era già accaduto nelle crisi precedenti. Investire nella sostenibilità paga”.

Perché dovrebbe essere così? “Poiché ci si può aspettare che le aziende che hanno i loro rischi per la sostenibilità maggiormente sotto controllo siano generalmente meglio gestite e possano quindi anche generare un livello più alto di profitti a lungo termine”, risponde l’esperta. “Al momento però molti soldi confluiscono in aziende sostenibili, il che ne aumenta il valore e porta alla fine a una profezia che si autoavvera”, ammette.

Blackrock è in grado di esercitare pressioni sulle imprese. “Manteniamo una lista di controllo che attualmente comprende 244 aziende che non rivelano adeguatamente i loro rischi per la sostenibilità o che non hanno un piano chiaro su come affrontare i rischi esistenti e su come trovare un percorso a basse emissioni di carbonio. Diamo a queste società un anno per migliorare. Se non lo fanno devono aspettarsi che useremo il nostro potere di voto, arrivando sino al rifiuto del discarico agli amministratori o alla loro mancata rielezione”.

Come si annunciano gli anni a venire? “Ci sarà sicuramente una prossima crisi; e sarà diversa dall’ultima”, osserva l’esperta. “Tutti i paesi stanno ora aggiornando le loro infrastrutture sanitarie. Ma ci sono molti altri ambiti in cui possono emergere un effetti drammatici: una crisi di sicurezza, una crisi energetica, una crisi causata da rischi informatici. Abbiamo perso di vista tutte queste cose, almeno nei media”.

Staub-Bisang conclude però con una nota positiva. “Le crisi mostrano la resistenza di una società. Sfidano gli individui ad assumersi le proprie responsabilità e a vedere le opportunità per ritrovare se stessi. Le crisi incoraggiano anche l’innovazione. Siamo costretti a pensare a nuove soluzioni. Grandi cose sono state create nelle crisi. Spero che tra qualche anno potremo guardarci indietro e dire: la crisi del Covid-19 ci ha fatto decelerare, abbiamo sperimentato la coesione della società, abbiamo visto come le persone e le aziende si sono assunte le loro responsabilità, e sono nate innovazioni rivoluzionarie. Lo auguro a tutti noi”.

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