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Israele, grandi operazioni solo dopo evacuazione civili

Soldati israeliani controllano un posto di blocco vicino al confine Keystone/AP/Petros Giannakouris sda-ats

(Keystone-ATS) Israele avvierà “operazioni militari significative” solo una volta che i civili avranno lasciato Gaza: lo ha detto alla CNN il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf).

“La cosa importante su cui concentrarsi è che inizieremo operazioni militari significative solo quando vedremo che i civili avranno lasciato l’area”, ha detto il tenente colonnello Jonathan Conricus. “È davvero importante che la gente a Gaza sappia che siamo stati molto, molto generosi con il tempo. Abbiamo dato ampio preavviso, più di 25 ore”.

Un altro portavoce, il colonnello Richard Hecht, appare in un videomessaggio sul profilo X (ex Twitter) dell’Idf invitando la popolazione a non seguire le indicazioni di Hamas a restare. “La nostra guerra non è contro la popolazione di Gaza”, ha detto, e non attaccheremo prima che se se ne vadano, non per obblighi internazionali ma per la nostra etica”. Tuttavia “Hamas è responsabile della popolazione di Gaza, noi per quella di Israele”, ha concluso.

Il portavoce militare Daniel Hagari in un briefing con la stampa internazionale ha detto che “è una menzogna di Hamas” che l’esercito israeliano abbia colpito in un raid un convoglio di civili palestinesi in fuga dal nord della Striscia di Gaza verso il sud. “Centinaia di migliaia di palestinesi” si sono già spostati verso il sud della striscia di Gaza, come ordinato da Israele. “Ma Hamas ricorre a sistemi energici per impedire in modo attivo quegli spostamenti”, ha detto Hagari.

Intanto, mentre Il ministero della Sanità dell’Anp ha riferito che il numero dei morti nei raid israeliani dal 7 ottobre a Gaza e in Cisgiordania è salito a 2384 e i feriti a 10250, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha avvertito che l’evacuazione forzata di migliaia di malati dal nord di Gaza verso il sud del territorio potrebbe essere “l’equivalente di una condanna a morte”.

L’agenzia iraniana Irna ha nel frattempo riferito che il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha incontrato a Doha il leader di Hamas Ismail Haniyeh.

I due hanno discusso degli sviluppi della guerra tra Hamas e Israele, e convenuto di “continuare la cooperazione per raggiungere tutti gli obiettivi della resistenza e del popolo palestinesi”. È il primo incontro a questo livello dopo l’attacco dell’organizzazione terroristica in Israele il 7 ottobre.

Durante l’incontro, Amirabdollahian ha elogiato l’attacco di Hamas “senza precedenti” definendolo una “vittoria storica” che ha inflitto una battuta d’arresto all’occupazione israeliana del territorio palestinese.

“Se i crimini di guerra del regime sionista continuano a Gaza, c’è la possibilità che accada qualsiasi tipo di evento nella regione e l’Iran continuerà i suoi sforzi per porre fine alle atrocità dei sionisti”, ha sottolineato il ministro, citato dall’Irna.

E intanto da Teheran giunge la notizia che un alto ufficiale dell’intelligence del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Mohammed Akiki, è stato vittima di un attentato ed è ricoverato in ospedale in condizioni critiche in seguito alle gravi ferite riportate.

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