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Closomat, un WC svizzero che ha (quasi) conquistato il mondo

Un WC del 1957 con funzione doccia integrata
La prima versione del Closomat del 1957 con comando di scarico a pedale (a sinistra). LaPreva

Perché continuare a usare la carta igienica quando ci si può pulire comodamente con un getto d’acqua? È la brillante idea che ebbe Hans Maurer alla fine degli anni Cinquanta. Difficilmente avrebbe però immaginato che una versione high-tech della sua invenzione, il Closomat, avrebbe un giorno dominato il mercato giapponese.

Avete mai visitato il Giappone? In ogni caso, avrete sicuramente sentito parlare dei WC giapponesi ultratecnologici. Nei media occidentali, il loro utilizzo viene paragonato alla cabina di pilotaggio di un aereo di linea. È facile rimanere disorientati davanti ai numerosi pulsanti dei pannelli di controllo di queste toilette futuristiche.

Ciò che invece pochi sanno è che l’idea di combinare una toilette con funzione bidet, sedile massaggiante, asciugatore, riscaldamento e persino impianto stereo nasce da un’invenzione svizzera. Riavvolgiamo quindi i fili della storia.

Un uomo con una visione

Tutto ebbe inizio con una sedia da giardino, un tubo di plastica e un normale asciugacapelli.

Dopo due anni di sperimentazioni nel suo scantinato a Zollikerberg, vicino a Zurigo, il trentottenne Hans Maurer presentò la prima toilette al mondo dotata di getto d’acqua calda e asciugatura ad aria per l’igiene intima.

La moglie Lilly si vergognava dell’idea e tirava le tende per evitare che il vicinato osservasse le strane attività del marito. Lui però ribatteva: “Stiamo per volare sulla Luna, ma continuiamo a farlo con le mutande sporche”.

Maurer, disegnatore meccanico e progettista di professione, era convinto che la carta igienica fosse poco igienica e non facesse altro che spargere lo sporco.

WC con doccetta estesa
Vista dettagliata di un moderno WC con doccetta. Premendo un pulsante, la doccetta fuoriesce e inizia il lavaggio. La doccetta ancora retratta sulla sinistra è il getto d’aria calda. Inga Kjer / Keystone

Anni di pudore

Prima che la sua idea fosse pronta per il mercato, l’inventore dovette superare numerosi ostacoli, non solo tecnici. Come raccontò più tardi il figlio Peter, si scontrò anche con la “mentalità chiusa” dell’epoca.

Nel 1956 Hans Maurer lanciò il primo Closomat, un termine nato dalla fusione di closet (toilette) e automatic. Quando lo presentò alla Fiera campionaria di Basilea nel 1957, fu accolto però con derisione e scherno: venne accusato di oscenità e alcune persone gli sputarono persino addosso.

Poiché il suo primo modello presentava ancora numerosi difetti, Maurer riuscì a venderne solo 300 esemplari nei primi quattro anni. L’inventore dovette indebitarsi, poiché aveva lasciato il suo lavoro di progettista di macchine da ufficio per dedicarsi alla realizzazione dei suoi WC rivoluzionari.

Il successo e il Giappone

La svolta arrivò nel 1961 con il modello “Standard”. Questa volta il momento sembrava maturo: in 15 anni Maurer vendette 10’000 unità.

In Svizzera, tuttavia, ancora oggi solo circa il 10% delle famiglie dispone di un WC con funzione doccia. Ci volle un altro Paese per raccogliere e sviluppare l’idea: il Giappone, una nazione che aveva già fatto lo stesso con molte altre invenzioni occidentali.

Maurer aveva già concesso licenze in Germania, Gran Bretagna e Svezia, ma fu in Giappone che, a partire dal 1963, la sua invenzione rivoluzionò davvero l’igiene intima.

WC moderno in Giappone dotato di telecomandi per lo scarico (pulsanti blu) e per altre funzioni
Si illumina persino dall’interno: un bagno pubblico in Giappone, con i due pulsanti per lo scarico (pulsanti blu) e per altre funzioni (a destra). Il pulsante rosso è riservato alle emergenze. Gerald Haenel / Keystone

La società Toto adottò la versione di base del Closomat e la trasformò nel Washlet, arricchendola con numerose funzioni high-tech.

Nei modelli attuali, ad esempio, il getto d’acqua può essere regolato in intensità e movimento. In molte toilette giapponesi il coperchio si apre e si chiude automaticamente, quasi a voler salutare l’utente. Il sedile è riscaldato, l’aria viene filtrata e asciugata, e per garantire discrezione si possono riprodurre suoni o musica. I modelli più recenti integrano perfino sensori medici in grado di monitorare alcuni parametri di salute.

Oggi circa l’80% delle abitazioni giapponesi è dotato di WC con funzione doccia.

Crisi e rilancio

In Europa e altrove, invece, l’idea non ha mai preso piede su larga scala.

Alla scadenza dei brevetti nel 1978, il colosso svizzero Geberit entrò sul mercato con un proprio prodotto e oggi è leader nel settore in Svizzera.

Closomat fallì nel 2007 dopo il lancio di un modello difettoso, l’“Aquaris”. Questo è anche l’unico modello della produzione di Hans Maurer per il quale la società subentrante Closemo non offre assistenza alal clientela.

Puntando sul settore dell’assistenza, il figlio Peter riuscì tuttavia a salvare il marchio. Oggi, in case di riposo, cliniche e ospedali svizzeri, i WC Closomat consentono a molte persone con disabilità di andare in bagno in modo autonomo.

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Moderni WC svizzeri dell’azienda Laufen con funzione doccia alla fiera Swissbau di Basilea. Keystone / Georgios Kefalas

Stelle per i WC con doccia

La storia avrebbe potuto finire qui, se alcuni anni fa la Hotelstars Union non avesse introdotto una nuova regola. Questa organizzazione è responsabile dell’assegnazione delle stelle a oltre 22’000 alberghi in Europa.

Dal 2025, in base a questi criteri, l’installazione di WC con funzione doccia è direttamente rilevante per l’attribuzione delle stelle alberghiere in Svizzera e in altri 20 Paesi europei.

Hans Maurer non ha potuto assistere a questo riconoscimento: il pioniere del WC è morto nel 2013, all’età di 95 anni.

Due mani con guanti di gomma gialli usano una bottiglia dal collo ricurvo per pulire un WC
Un’Anitra WC nel suo habitat naturale. Keystone / Christian Beutler

Anche il celebre Anitra WC è un’invenzione svizzera: il prodotto fu sviluppato nel 1980 a Dällikon, vicino a Zurigo.

La bottiglia dal collo ricurvo consente di spruzzare il detergente sotto il bordo del WC.

Questa innovazione fu resa possibile dal fatto che la madre dell’inventore Walter Düring, Maria Düring-Keller, aveva sviluppato con successo negli anni Cinquanta un prodotto anticalcare chiamato Durgol. Per distribuire meglio il detergente nel WC, Düring junior ebbe infine l’idea del “collo d’anatra”.

Anche lui, inizialmente, fu deriso per la sua intuizione. Il mercato, tuttavia, ha smentito gli scettici: il prodotto è ancora oggi in commercio, così come quello inventato da sua madre.

Articolo a cura di Balz Rigendinger

Traduzione con il supporto dell’IA/mar

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