Migranti: due naufragi al largo della Grecia, almeno 17 vittime
(Keystone-ATS) Sono 17 i corpi recuperati in mare dei migranti naufragati nella scorsa notte nelle acque di fronte all’isola greca di Lesbo, nell’Egeo nord-orientale, e di Kythira, nel sud del Peloponneso. Risultano ancora disperse circa trenta persone.
I corpi recuperati appartengono a 16 donne di origine nordafricana e a un ragazzo, che si trovavano a bordo della nave affondata di fronte a Lesbo. Il portavoce della guardia costiera Nikos Kokkalas ha spiegato alla televisione greca ERT che altre dieci donne sono state tratte in salvo, mentre si cerca una dozzina di dispersi. Si suppone infatti che circa 40 persone viaggiassero a bordo della barca naufragata di fronte a Lesbo.
Durante la scorsa notte un’altra imbarcazione, un veliero con a bordo circa 95 persone, è colata a picco nei pressi dell’isola di Kythera: 80 migranti, originari di Iraq, Iran e Afghanistan sono stati soccorsi delle autorità greche. Tra questi risultano sette donne e 18 bambini.
Molti si sono salvati nuotando fino a una scogliera. Le immagini della Guardia costiera hanno mostrato come i migranti siano stati poi issati con un verricello e portati in salvo dalle onde che si infrangevano sulle rocce.
Il portavoce della Guardia costiera greca, il comandante Nikos Kokkalis, ha dichiarato al quotidiano “Kathimerini” che le operazioni di soccorso dei migranti naufragati a largo delle isole di Lesbo e Kythira procedono con grandi difficoltà a causa delle condizioni atmosferiche.
“Sono entrambe operazioni molto difficili – ha spiegato Kokakklis – è difficile entrare in azione con le barche a causa dei venti – dagli otto ai dieci Beaufort -che soffiano in entrambe le zone senza sosta da ieri sera”. Secondo Kokkalis la situazione a Kyhtira è particolarmente critica, e “le speranze di recuperare qualcuno in vita sono molto poche”.
“Nel caso di Lesbo, c’è qualche speranza di trovare dei sopravvissuti”, ha dichiarato Kokkalis a Kathimerini. “Gli abitanti dell’isola riferiscono che ieri sera hanno visto delle persone sopravvissute al naufragio a riva, quindi abbiamo ancora speranze di trovare persone vive”, ha spiegato il portavoce della Guardia costiera greca.
Da parte sua il ministro greco dell’immigrazione, Notis Mitarachis, ha scritto sul suo account Twitter che “La Guardia costiera e il Ministero della Marina stanno facendo tutto il possibile. Stiamo parlando di contrabbandieri che mettono in barca persone che non hanno idea di come affrontare il mare. Ho fatto un appello pubblico alla Turchia, abbiamo informazioni su barche che stanno cercando di iniziare il viaggio ora dalla Turchia con venti di 7 Beaufort nel Mar Egeo”, afferma.
Nelle prime ore della mattina, Mitarachis, sempre attraverso il suo account Twitter, aveva affermato: “Invito con urgenza la Turchia ad agire immediatamente per impedire tutte le partenze irregolari a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Già oggi molte vite sono state perse nel Mar Egeo, le persone stanno annegando dopo essere salite su imbarcazioni inadatte alla traversata. L’Unione europea deve agire”.
Anche il portavoce del governo greco, Yannis Economou, ha espresso la propria tristezza per gli avvenimenti e ha commentato: “Finché la Turchia non applicherà le leggi, finché sosterrà i trafficanti, finché non onorerà gli accordi che ha firmato, purtroppo ci troveremo di fronte a simili tragedie”.