Erich Offner prepara una cena frugale. La dispensa è quasi vuota. Domani lascerà l'alpe e accompagnerà i 130 bovini che gli sono affidati a una stazione più bassa del percorso di transumanza, oltre il passo di Kaiseregg.
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Alcuni aiutanti sono arrivati già la sera prima, gli altri arrivano presto la mattina della transumanza. Erich li saluta e discute con loro quel che c'è da fare. Sono amici o familiari degli allevatori che hanno affidato i loro animali alle cure di Erich.
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Oggi fa più bello di ieri. Meglio così, perché uno dei manzi è ferito e dev'essere trasportato con l'elicottero.
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Alle 7:30 Erich chiama AirGlacier, la compagnia che gestisce i voli in elicottero. La visuale è buona. Dopo dieci minuti l'elicottero arriva e il pilota e il suo aiutante preparano l'animale per il trasporto.
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Arrivederci, alpe di Kaiseregg! In cinque minuti il manzo raggiunge il suo proprietario alla malga di Salzmatt. Il resto della mandria farà lo stesso percorso in circa 2 ore.
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Gli aiutanti arrivati ieri sono ancora un po' assonnati. L'impiegato di AirGlacier osserva il volo del manzo. L'elicottero lo tornerà a prendere tra un quarto d'ora..
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Ogni aiutante ha uno di questi bastoni, levigati con cura e schiariti dal sole, decorati con scritte e disegni.
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Erich Offner riunisce le mucche e le prepara per la la discesa dall'alpeggio.
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In quanto responsabile dell'alpeggio, Erich guida la carovana nella salita verso il passo.
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Il sentiero è umido e scivoloso, ma i bovini hanno il passo sicuro. Talvolta si fermano, ma riprendono generalmente il cammino dopo una piccola spinta o una pacca.
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Verso l'erba più fresca.
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Erich osserva la carovana di mucche.
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Poco prima del valico.
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Prima e dopo il passo.
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Il panorama poco dopo il passo in direzione del Chörblispitz (2103 metri di atitudine).
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Oltre il passo, i bovini scendono dal pendio lungo un sentiero a gradini.
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I bovini sono spinti avanti con calma e cautela.
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Gli aiutanti vegliano sempre che gli animali non diventino nervosi e tentino di scavalcare le recinzioni. Una caduta potrebbe essere fatale.
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Più avanti il percorso diventa più agevole.
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La transumanza è andata a buon fine. Erich al centro, suo padre sul motorino a destra e a sinistra suo fratello maggiore..
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Nella cascina la madre e la sorella di Erich hanno preparato il pasto tradizionale per la quarantina di aiutanti, affamati e assetati.
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L'estate è passata, la stagione dell'alpeggio è finita. Il fotografo di swissinfo.ch Thomas Kern ha accompagnato una quarantina di pastori e aiutanti mentre conducevano 130 bovini dall'alpeggio a una malga situata più in basso, lungo un sentiero stretto e ripido. Il suo reportage.
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Come editor fotografico sono responsabile dell'uso editoriale della fotografia su SWI swissinfo.ch e delle nostre collaborazioni con le e i fotografi. Quando se ne presenta l'occasione, prendo la macchina fotografica e accompagno uno dei nostri giornalisti.
Mi sono formato come fotografo a Zurigo e ho iniziato a lavorare come fotoreporter nel 1989. Nel 1990 ho fondato l'agenzia fotografica svizzera Lookat Photos. Vincitore per due volte del World Press Award, ho ricevuto anche diverse borse di studio nazionali svizzere. Il mio lavoro è stato ampiamente esposto ed è presente in diverse collezioni.
La baita dell’alpe di Kaiseregg, a 1799 metri di altitudine, è vuota. Non c’è nessuno in casa, ma la porta non è chiusa a chiave. Nella stufa c’è ancora della brace e la nebbia si è già un po’ insinuata fra i muri della cucina. Fa fresco e la luce nel soggiorno è tenue. Durante l’intera salita, la bruma ha limitato la mia visuale a una cinquantina di metri.
Dopo quasi due ore di attesa, le nuvole si alzano leggermente. Da lontano vedo un veicolo monoasse con rimorchio che risale il pendio a passo d’uomo. Lo guida il pastore Erich Offner, accompagnato da un amico di Plaffeien. Questo pomeriggio hanno trasportato materiali vari, bottiglie vuote e un generatore di corrente alla stazione superiore di una funivia per il trasporto merci. A piedi sarebbero stati più veloci che con lo scoppiettante veicolo a motore.
Il giorno dopo si comincia presto. Un manzo ferito deve essere evacuato in elicottero. Mentre gli altri bovini e gli uomini hanno due ore di marcia davanti a loro, in pochi minuti l’animale vola verso l’alpeggio più basso.
Il sentiero della transumanza conduce dapprima al passo di KaisereggCollegamento esterno, per poi scendere all’alpe di Grossniederhaus, dove l’erba è ricresciuta ed è fresca. Nonostante il freddo e l’umidità, gli animali sono ben saldi sulle zampe. Gli uomini li sospingono con cautela.
Erich ha venticinque anni. Saliva all’alpe di Kaiseregg già da bambino, quando i suoi genitori erano quassù a pascolare il bestiame. In inverno fa il muratore in valle. Anche se la vita sull’alpe è meno romantica di quanto molti possano immaginare, è pur sempre uno stile di vita ereditato dai genitori. Erich lo vorrebbe portare avanti. Conosce il percorso e non è alla sua prima transumanza. È però la prima volta che si assume tutta la responsabilità.
Con questo lavoro non si diventa ricchi. Bisogna avere la passione per una vita semplice in mezzo alla natura, insieme agli animali. Il pastore è pagato dagli allevatori con un importo fisso per ogni animale, per il tempo trascorso sull’alpeggio. Erich negozia il contratto di affitto dei pascoli con il proprietario, in questo caso ArmasuisseCollegamento esterno, l’ufficio federale dell’armamento, che da anni gestisce nella zona un poligono di tiro dell’esercito.
Le persone che danno una mano durante la transumanza non sono pagate in denaro. La madre e la sorella di Erich aspettano la carovana nella cascina più in basso; offriranno agli aiutanti un pasto tradizionale. È una forma di aiuto fra vicini, ricompensata con un “Häppere-Brägu”, una pietanza a base di patate che si mangia con il cucchiaio da una pentola in comune, e qualche bottiglia di birra.
La festa per la discesa dall’alpe sarà celebrata il 21 settembre nel villaggio di Plaffeien.
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