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Nuove centrali atomiche, commissione a favore

Keystone-SDA

In futuro dovrebbe essere possibile costruire nuove centrali nucleari per garantire un approvvigionamento in corrente sicuro e a lungo termine.

(Keystone-ATS) È quanto pensa la maggioranza della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE-S).

Per 10 voti a 2, la commissione è quindi favorevole al controprogetto indiretto in tal senso del Consiglio federale all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)”, indica una nota odierna dei servizi parlamentari.

Le intenzioni del Consiglio federale

Il direttore del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) Albert Rösti aveva annunciato a fine agosto 2024 l’intenzione di voler eliminare questa proibizione e a metà 2025 il Consiglio federale ha approvato il messaggio corrispondente alle Camere federali.

Per l’Esecutivo la modifica di legge dovrebbe fungere da controprogetto indiretto all’iniziativa popolare Stop al blackout. Allora, come oggi, i Verdi e gli ambienti contrari al nucleare hanno hanno già promesso battaglia lanciando un referendum qualora il progetto venisse approvato dal Parlamento.

Le riflessioni della commissione

La commissione si dice a favore di una politica energetica aperta a tutti i tipi di tecnologia, in grado di garantire adeguate capacità di produzione da fonti presenti sul territorio nazionale che consentano un approvvigionamento sempre sicuro e conveniente. In quest’ottica, sottolinea la nota, “è favorevole alla proposta di abrogare il divieto di rilascio dell’autorizzazione di massima per centrali nucleari”.

Per la CAPTE-S il controprogetto potrà fornire un contributo significativo alla sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica a lungo termine. L’abrogazione dell’attuale divieto consentirà di ampliare il margine di manovra per quanto concerne il futuro approvvigionamento alla luce soprattutto del considerevole aumento del consumo di corrente. Ciò dovrebbe anche rafforzare l’indipendenza dalle importazioni.

La commissione osserva che il controprogetto si limita a istituire la possibilità di costruire nuove centrali nucleari, senza disciplinarne il finanziamento. Per questo ha respinto la proposta di una minoranza volta a escludere esplicitamente la possibilità di sovvenzioni da parte della Confederazione.

La commissione condivide inoltre la valutazione del Consiglio federale secondo cui non è necessaria una nuova regolamentazione della ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni per pianificare in modo lungimirante il futuro approvvigionamento energetico. Propone quindi di respingere l’iniziativa con 8 voti a 5.

No a un freno alle rinnovabili

Un’altra minoranza proporrà al plenum di non entrare in materia sul controprogetto indiretto, temendo che possa frenare lo sviluppo delle energie rinnovabili e compromettere gli attuali obiettivi di politica energetica. Le nuove centrali nucleari comportano inoltre rischi e costi elevati e, a causa dei lunghi tempi di progettazione e costruzione, giungerebbero troppo tardi per contribuire in modo significativo al raggiungimento dell’obiettivo – entro il 2050, n.d.r – di un saldo netto di emissioni pari a zero.

56% favorevoli (per ora)

Stando a un sondaggio di inizio ottobre 2025, eseguito da 20 Minuten e Tamedia, il 56% degli elettori svizzeri sarebbe favorevole ad autorizzare la costruzione di nuove centrali nucleari. Secondo l’inchiesta, svolta dall’istituto Leewas, i contrari sarebbero invece al 42% e gli indecisi al 2%.

Il sondaggio si è svolto online tra il 16 e il 17 settembre e vi hanno partecipato 14’775 persone. Leewas ha ponderato le risposte in modo che risultassero rappresentative dell’intera popolazione votante. Il margine di errore statistico si colloca al +/- 2%.

In seguito all’incidente nucleare di Fukushima (Giappone), nel 2011 la Svizzera aveva deciso di abbandonare progressivamente l’energia atomica e nel 2017 la popolazione aveva votato a favore di questa strategia e per vietare l’edificazione di nuove centrali.

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