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Al Consiglio di sicurezza “priorità alla promozione della pace”

Pascale Baeriswyl
L'ambasciatrice Pascale Baeriswyl è la voce della Svizzera all'ONU. Copyright 2023 The Associated Press. All Rights Reserved.

La Svizzera presiede, per il mese di maggio, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Una presidenza iniziata ieri, lunedì 1° maggio, e che è arrivata a 21 anni di distanza dall'ingresso della Confederazione nelle Nazioni Unite e a quattro mesi dall'entrata nel Consiglio di sicurezza per il biennio 2023-2024. Sulla poltrona di presidente del Consiglio c'è l'ambasciatrice elvetica all'ONU Pascale Baeriswyl. Intervista.

“Assumo la presidenza con grande umiltà e un pizzico di orgoglio per la Svizzera, ma soprattutto con molta concentrazione, perché insieme al mio team ci siamo preparati per mesi in vista di questo momento e speriamo di poter dare un solido contributo all’immagine di una Svizzera solidale” afferma ai microfoni della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

Avverte delle aspettative particolari da parte degli altri membri del Consiglio di Sicurezza?

“Credo che tutti ripongano molte aspettative nel fatto che la Svizzera possa garantire una presidenza solida al Consiglio e dare un contributo efficace alla solidarietà. E con questo vogliamo mostrare che siamo un Paese affidabile”.

Altri sviluppi

Concretamente quali margini di manovra ha la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza?

“In primo luogo si tratta di un compito di tipo protocollare, di direzione dei lavori del Consiglio. E noi cercheremo di farlo includendo e ascoltando tutti i Paesi membri per garantire dei processi decisionali equi, un po’ come è nella tradizione della Svizzera. È un ruolo importante, soprattutto in tempi turbolenti come questi. In secondo luogo, cercheremo di lasciare un’impronta su un tema prioritario per la Svizzera come la promozione della pace”.

E quali saranno allora le priorità della Svizzera in questo mese di presidenza?

“In questo mese abbiamo in agenda due sessioni speciali di alto livello. La prima già il prossimo 3 maggio, proprio sul tema della promozione di una pace sostenibile. Quindi il 23 maggio un dibattito dedicato alla protezione della popolazione civile nei conflitti, in collaborazione con il segretario generale della Nazioni Unite”.

Perché questo mese di presidenza di turno è davvero una grande opportunità per la Svizzera?

“La Svizzera si impegna da anni, per non dire da decenni, nella promozione della pace in numerose situazioni di conflitto. E sono convinta che questa presidenza di turno ci permetterà di rafforzare il nostro ruolo di Paese mediatore, nonché di mostrare a tutti la serietà del nostro lavoro a favore della pace, anche grazie al ruolo della Ginevra internazionale”.

Il Consiglio di Sicurezza ha mostrato, in questo anno e mezzo quasi di guerra, tutta la sua impotenza. La Svizzera, nel suo mese di presidenza, potrà lasciare una traccia per cercare di arrivare a una soluzione diplomatica nella guerra in Ucraina?

“Come dicevo prima, il compito della presidenza è prima di tutto di tipo protocollare. Sono gli altri Paesi membri che devono farsi avanti con le loro proposte. Ma senza dubbio se un Paese proponesse un dibattito sull’Ucraina, saremo ovviamente disponibili a metterlo in agenda. Poi va detto che la presidenza del Consiglio di Sicurezza ci permetterà di stabilire canali di comunicazione privilegiati con gli altri Paesi membri, relazioni che sicuramente potranno dare dei frutti sul lungo periodo. Ma, ripeto, la presidenza è soprattutto un ruolo protocollare”.

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