Il rilancio della politica di milizia elvetica passa dall'economia

Swiss Re incoraggia il sistema di milizia svizzero con un premio annuale di 40'000 franchi, che nel 2020 è assegnato alla Federazione svizzera dei parlamenti dei giovani. Ma nella prassi quotidiana, questa peculiarità elvetica dei mandati politici esercitati a titolo accessorio parallelamente all'attività professionale non sembra più apprezzata nelle aziende svizzere mondializzate. Come rimediare? © Keystone / Alessandro Della Valle

La globalizzazione fa traballare uno dei pilastri dell'ordinamento dello Stato in Svizzera: il sistema politico di milizia. Chiamata in causa, l'economia elvetica "internazionalizzata" attualmente coopera alla ricerca di rimedi, su basi scientifiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2020 - 11:00

Di fatto, il cosiddetto sistema di milizia svizzero è ancora la regola solo nei legislativi cantonali e comunali e negli esecutivi dei comuni medio-piccoli. E in questi ultimi, i cittadini disposti ad assumere i mandati di municipali, sindaci e membri di commissioni diventano sempre più rari.

"Il problema di fondo è la discrepanza tra i favori di cui gode il sistema di milizia tra i cittadini e la loro disponibilità ad impegnarsi come politici di milizia. I cittadini rifiutano la professionalizzazione, ma al contempo si aspettano che sia qualcun altro a svolgere quel lavoro", osserva Andreas Müller, responsabile del programma dell'Anno del lavoro di milizia, decretato nel 2019 dall'Associazione dei comuni svizzeri (ACS) per promuovere una discussione approfondita.

L'iniziativa ha portato frutti. I molteplici dibattiti ed eventi organizzati nella Confederazione durante tutto il 2019 hanno consentito non solo di individuare le cause dei problemi del sistema politico elvetico, fondato sul principio dei mandati istituzionali esercitati accessoriamente accanto al proprio lavoro, ma anche di cercare soluzioni.

Handicap competitivo professionale

Andreas Müller è co-responsabile del progetto scientifico PoliWork ed è stato responsabile del programma "Anno di lavoro della milizia 2019" per l'Associazione dei comuni svizzeri. È stato vicedirettore del think tank liberale Avenir Suisse. In tale ambito ha curato diversi studi e pubblicazioni. In particolare, è coautore del libro "Bürgerstaat und Staatsbürger" (2015), sottotitolato "La politica di milizia tra mito e modernità". In precedenza era stato collaboratore personale e consulente per la comunicazione di tre ministri svizzeri. Andreas Müller

Tra le ragioni principali della crescente ritrosia degli svizzeri ad assumere cariche pubbliche, due citate in continuazione sono strettamente connesse con il mondo economico elvetico: la mancanza di riconoscimento nel proprio curricolo dell'attività svolta nelle istituzioni politiche e l'inconciliabilità di quest'ultima con il proprio lavoro per mancanza di tempo.

Studi e confronti hanno evidenziato la dicotomia tra il discorso delle organizzazioni economiche e di molte aziende, che proclamano il sostegno al sistema politico di milizia, e la prassi che ostacola l'esercizio di tali mandati. Non di rado, infatti, la riduzione del tempo di lavoro per dedicarsi accessoriamente a un mandato politico costituisce un intralcio alla carriera, poiché nelle promozioni la tendenza è piuttosto quella di preferire chi è impegnato al 100% per l'azienda.

Peculiarità elvetica in crisi con la globalizzazione

Questa situazione è imputata in parte all'evoluzione sia dell'attività economica che di quella politica: "Entrambe diventano sempre più esigenti a livello di conoscenze e d'impegno", puntualizza Andreas Müller. Un elemento che ha profondamente trasformato l'economia, stravolgendo i principi che in Svizzera la legavano alla politica e alla cittadinanza, è la globalizzazione.

Se si osserva il percorso del sistema di milizia svizzero, si nota che il suo declino avviene in parallelo all'ascesa di fenomeni societali quali l'individualismo, la mobilità e la mondializzazione. Questa ha portato molti alti dirigenti e quadri intermedi esteri nelle grandi società svizzere, sottolinea Andreas Müller. L'epoca in cui era una consuetudine che gli alti dirigenti e/o i quadri intermedi delle grandi aziende svizzere attive a livello internazionale si dedicassero anche a mandati politici e promuovessero il sistema di milizia è ormai finito, rileva l'esperto. "Magdalena Martullo-Blocher, che è CEO della Ems-Chemie Holding ed è deputata nazionale, oggi costituisce un'eccezione nel parlamento svizzero".

Progetto scientifico per invertire la rotta

L'economia svizzera ha però reagito alle critiche sollevate nell'ambito dell'Anno del lavoro di milizia. Associazioni di categoria e alcune grandi società partecipano infatti a PoliWork, un progetto congiunto della Scuola universitaria professionale dei Grigioni (FHGR) e di Andreas Müller, che coinvolge anche le istituzioni politiche e la società civile.

L'obiettivo del progetto scientifico è di sviluppare incentivi adeguati e misure di sostegno aziendali efficaci per migliorare la compatibilità tra lavoro e mandato politico di milizia. Essi dovrebbero poi essere riuniti e analizzati in uno strumentario online, sul modello di quello che il team della FHGR ha già realizzato nel 2019 per la promozione dei giovani adulti negli esecutivi comunali, denominato PROMO 35.

Forza di persuasione e obbligo morale

Secondo Andreas Müller, è fondamentale "far capire agli alti dirigenti e ai quadri intermedi che il tempo dedicato dai dipendenti a mandati di milizia non è una perdita per l'azienda, bensì un investimento", poiché acquisiscono competenze che poi possono utilizzare nel loro lavoro. La maggior parte dei dirigenti provenienti dall'estero probabilmente non è consapevole dei vantaggi aziendali che possono essere tratti, semplicemente perché non conosce questo sistema, che costituisce una peculiarità elvetica. I ricercatori di PoliWork stanno perciò vagliando le modalità per informarli adeguatamente. All'esame c'è anche un opuscolo in inglese, rivela Andreas Müller.

I risultati complessivi del progetto sono previsti per il 2021. Andreas Müller è convinto che le misure proposte da PoliWork saranno applicate. "Mi sembra logico che le imprese che hanno partecipato finanziariamente al progetto siano poi anche precursore nell'applicazione dei provvedimenti proposti".

D'altra parte, Andreas Müller rammenta che oggi nella gestione aziendale è sbandierata la CSR [acronimo inglese di responsabilità sociale d'impresa] e dunque c'è margine d'azione in questo ambito. "Spesso è utilizzata anche l'espressione 'Corporate citizenship'. Vale a dire che nella strategia aziendale è già menzionato il termine 'cittadino'. Perciò occorre permettere ai dipendenti di esserlo. Per l'impresa è un obbligo, non giuridico, ma morale".

Premio milizia Swiss Re compie 20 anni

Il valore del sistema di milizia elvetico è riconosciuto e onorato da una società svizzera attiva a livello mondiale: la Swiss Re, dal 2001, conferisce ogni anno il Premio milizia omonimo, dotato di 40'000 franchi, a persone e organizzazioni "che dimostrano un impegno eccezionale in un'attività di servizio alla comunità parallelamente ai loro obblighi professionali". L'onorificenza, istituita dall'ex presidente del consiglio d'amministrazione della Swiss Re ed ex parlamentare nazionale Ulrich Bremi, nel 2020 è assegnata alla Federazione svizzera dei parlamenti dei giovani (FSPG), che festeggia quest'anno il 25° anno di attività, per il suo "importante contributo alla promozione a lungo termine di giovani leve per il sistema politico svizzero, in particolare per le attività di milizia politica, la democrazia diretta e la cultura democratica del dibattito". La FSPG ridistribuirà il montepremi ai suoi membri per la realizzazione di progetti concreti, nell'ambito di un concorso. La cerimonia di premiazione è in calendario il 23 ottobre a Nyon (Vaud).

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Certificazione per arricchire il CV

Nel frattempo, è scesa in campo anche l'Associazione svizzera dei quadri (ASQ) per colmare una lacuna: il riconoscimento delle competenze acquisite nell'esercizio di mandati di milizia. In collaborazione con l'Associazione dei comuni svizzeri, l'ASQ promuove il certificato di "Gestione comunale" che attesta le competenze dirigenziali. Esso può essere conseguito da persone che hanno al proprio attivo almeno quattro anni di esperienza in un esecutivo comunale.

La certificazione è un valore aggiunto che consente ai municipali e ai sindaci di consolidare il proprio profilo professionale. L'obiettivo è d'incentivare l'interesse dei cittadini per questi mandati. In questo modo si contribuisce anche a diffondere la consapevolezza dell'utilità per le imprese di questo bagaglio di conoscenze ed esperienze.

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