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Afghanistan: USA, OK di Karzai ma continua jihad taleban

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2011 - 18:42
(Keystone-ATS)

Ben conscio che la sforbiciata era nell'aria per ragioni che solo in parte riguardano la regione ed il conflitto, l'Afghanistan ha reagito oggi positivamente all'annuncio di Barack Obama di un cospicuo taglio di 33.000 soldati americani nel giro di poco più di un anno.

Per far conoscere la sua posizione, il presidente afghano Hamid Karzai ha convocato un gruppetto scelto di giornalisti a palazzo per dire loro poche e misurate parole: "Salutiamo l'annuncio fatto dal presidente Obama. Riteniamo che si tratti di una buona misura per loro e per noi e la sosteniamo". Ed ha concluso ricordando che "l'Afghanistan ha l'esperienza di 30 anni di guerra e che i suoi figli difenderanno il paese".

Mentre il capo dello Stato parlava i talebani avevano però fatto già circolare con tempestività il loro scetticismo sul contenuto del discorso del capo della Casa Bianca, e diffuso un comunicato dell'Emirato islamico dell'Afghanistan in cui si assegna alla riduzione di truppe un valore "solo simbolico".

Sul terreno, la situazione militare è sempre molto difficile, con la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) impegnata a combattere gli insorti nelle province meridionali ed orientali del paese, e con i talebani che dal primo maggio hanno lanciato la loro operazione Badar accentuando l'azione dei kamikaze e gli attentati esplosivi che hanno causato vittime militari e civili.

Anche se il Pentagono e lo stesso ministero della Difesa afghano lo escludono, la riduzione del contingente militare americano, che fra l'altro sarà accompagnato da iniziative simili di altri paesi europei, renderà più difficile la salvaguardia dei progressi realizzati contro gli insorti.

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