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Ambasciatore italiano va al DFAE

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 luglio 2011 - 16:30
(Keystone-ATS)

Nella scia della decisione del Consiglio di Stato ticinese di congelare la metà dei ristorni dei frontalieri italiani, l'ambasciatore italiano Giuseppe Deodato si è recato questo pomeriggio alle 15.00 al Dipartimento federale degli esteri (DFAE). Alle domande dei giornalisti ha risposto che non è latore di alcuna nota di protesta italiana, smentendo le voci in questo senso.

Deodato si è intrattenuto per poco più di 30 minuti con l'ambasciatore Christian Meuwly, capo della Divisione politica I, responsabile delle relazioni bilaterali con i paesi europei. L'incontro, che secondo l'ambasciatore Deodato non era previsto, è stato dedicato a uno scambio d'informazioni sulle relazioni tra i due paesi, tra cui figura anche il problema del congelamento dei ristorni. "Si è trattato di una conversazione tra colleghi sulle relazioni tra i nostri due Paesi, che sono eccellenti, anche se vi sono sempre problemi da risolvere", ha precisato alla stampa Giuseppe Deodato.

Che ne pensa della decisione del governo ticinese di congelare il 50% dei ristorni? L'Ambasciatore italiano ha risposto che "la Svizzera e l'Italia sono paesi talmente amici da non riuscire a immagine l'insorgere di problemi o, per lo meno, non se lo augura". Dopo l'incontro, Deodato ha ribadito di non aver consegnato alcuna nota di protesta. Egli non ha voluto precisare se avesse ricevuto garanzie da Berna secondo cui la Confederazione versa comunque i ristorni, nonostante la decisione dell'Esecutivo ticinese.

Infine, circa la possibilità del ministro degli esteri Franco Frattini di convocare una tavola rotonda Italia-Svizzera per risolvere i problemi in sospeso, l'Ambasciatoere d'Italia ha dichiarato che "ciò non può essere che di buon auspicio".

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