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Amnesty: preoccupazione per richiedenti l'asilo e immigrati

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 maggio 2011 - 07:21
(Keystone-ATS)

In Svizzera immigrati e richiedenti l'asilo sono le categorie più colpite da violazioni dei diritti umani. È quanto sostiene l'organizzazione umanitaria Amnesty International nel proprio rapporto annuale. Particolare preoccupazione viene espressa per l'iniziativa sull'espulsione degli stranieri che commettono reati.

L'iniziativa approvata il 28 novembre 2010 è "un evidente passo indietro dal punto di vista dei diritti dell'uomo", scrive Amnesty nel rapporto pubblicato oggi. L'applicazione dell'iniziativa è "una violazione degli obblighi imposti alla Svizzera dal Diritto internazionale".

L'organizzazione umanitaria aveva criticato l'UDC - promotore dell'iniziativa - già nel 2010. Secondo Amnesty il partito aveva istigato razzismo e odio verso gli stranieri con l'iniziativa contro la costruzione di minareti.

Nel rapporto 2011 la Svizzera ottiene un bilancio "ambivalente". Viene valutato positivamente il fatto che il Consiglio federale abbia introdotto una commissione nazionale per la prevenzione della tortura, oltre che un centro di competenza per i diritti umani. La Confederazione ha anche siglato un trattato internazionale per la protezione di tutte le persone dalle cosiddette sparizioni forzate.

Nelle valutazioni negative - oltre alle già citate iniziative popolari - Amnesty International inserisce la situazione degli immigrati e dei richiedenti l'asilo. L'organizzazione umanitaria rimanda su questo argomento a diverse critiche mosse dall'Onu nei confronti della Svizzera.

In maggio il Comitato Onu contro la tortura aveva criticato alcuni interventi violenti delle forze dell'ordine, in particolare contro cittadini stranieri. In novembre il Comitato Onu per i diritti economici, sociali e culturali aveva criticato la pratica di alloggiare i richiedenti l'asilo dentro bunker sotterranei della protezione civile per periodi indeterminati di tempo.

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