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Per il terzo anno consecutivo il gruppo energetico Axpo nell'esercizio 2009/10 ha subito una contrazione dell'utile netto: -28%, a 409 milioni di franchi. Il fatturato è calato del 17%, a 6,269 miliardi. La fornitura di corrente è invece aumentata del 4,3% a 20,85 miliardi di kWh.

L'azienda zurighese attribuisce l'utile "insoddisfacente" a diversi fattori, in particolare all'aumento dei costi di numerosi progetti, alle decisioni della politica e a una diminuzione dei margini nella contrattazione internazionale. Anche la debolezza dell'euro ha lasciato tracce sui conti, rileva Axpo in una nota. Il risultato operativo (Ebit) si è fissato a 538 milioni di franchi, in discesa del 37%.

Axpo sottolinea d'altro canto che ha alzato le tariffe dell'elettricità soltanto a inizio gennaio 2011, dopo sedici anni di prezzi invariati. L'adeguamento tuttavia non copre l'aumento massiccio dei costi nel corso degli ultimi anni, scrive il gruppo nel comunicato.

Ancora una volta emerge che la domanda di elettricità dipende fortemente dall'evoluzione della congiuntura, malgrado gli sforzi di risparmio energetico, sottolinea la società. Axpo si dice quindi a favore di investimenti in nuove centrali e propugna miglioramenti dalle rete in Svizzera. Il gruppo continua a puntare su una pluralità di fonti: centrali idroelettriche, nucleari ed energie rinnovabili.

L'evoluzione negativa dei risultati ha conseguenze anche per gli azionisti. Il consiglio di amministrazione propone di abbassare il dividendo dai 3,75 franchi dello scorso anno a 2,20 franchi.

Per i prossimi anni il gruppo si attende una "crescita moderata" dell'economia. Dato che l'energia elettrica sarà sempre più scarsa, i prezzi internazionali all'ingrosso dovrebbero salire leggermente. I vertici prevedono che la debolezza dell'euro continuerà. Anche a livello di regolamenti il futuro si presenta incerto. L'esercizio 2010/11 rimarrà quindi difficile, conclude Axpo.

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SDA-ATS