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Calmy-Rey: "Abbiamo con l'Italia una crisi in ambito fiscale"

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2011 - 08:51
(Keystone-ATS)

La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha definito i negoziati con l'Italia relativi alla controversia fiscale come "delicati". "Abbiamo con l'Italia una crisi in ambito fiscale", ha detto la ministra degli esteri in un'intervista di oggi al "St. Galler Tagblatt" e alla "Neue Luzerner Zeitung".

Dal primo giugno abbiamo avuto con l'Italia diversi diretti colloqui relativi all'imposizione dei frontalieri. Le discussioni sono però "ancora una fragile pianta che necessita acqua di tanto in tanto".

La presidente della Confederazione non ha voluto commentare la decisione presa a fine giugno dal governo ticinese di congelare il versamento all'Italia della metà dei ristorni delle imposte dei frontalieri. "Già all'inizio di giugno ho messo in guardia il presidente del consiglio Silvio Berlusconi riguardo al fatto che in Svizzera alcuni politici pensavano a un blocco".

Il Consiglio federale intende rinegoziare con l'Italia gli accordi sull'imposizione dei frontalieri che risalgono al 1974 secondo i quali il cantone del Ticino versa all'Italia il 38,8% dei proventi fiscali dell'imposizione alla fonte dei frontalieri. Il governo ticinese ritiene adeguata un'aliquota d'imposta del 12,5%, come è in vigore con l'Austria.

"La decisione del Ticino mostra quanto sia urgente e importante riprendere i negoziati", ha detto Calmy-Rey. La ministra degli esteri è fiduciosa che ciò avverrà presto.

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