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La rivoluzione popolare in Egitto ha mostrato che "le forme di governo autoritarie ed inique non hanno futuro"; e "vi posso assicurare che stiamo seguendo con estrema attenzione anche gli attuali sviluppi in Algeria". Lo ha affermato la consigliere federale Micheline Calmy-Rey al domenicale "NZZ am Sonntag".

La Svizzera cerca di mantenere i migliori contatti possibili con ogni paese, ma "non si può permettere sulla nostra porta di casa alcune persone intaschino clandestinamente da un giorno all'altro il patrimonio statale", ha detto la presidente della Confederazione. Per questo motivo il Consiglio Federale ha deciso agire rapidamente e di bloccare gli averi in Svizzera dell'ex presidente Hosni Mubarak e dei suoi conoscenti.

La responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha voluto indicare se già avesse notizie sulla presenza in Svizzera dei patrimoni di Mubarak, ma ha ricordato che anche gli averi dell'ex presidente tunisino Zine el Abidine Ben Ali ed del suo entourage sono stati rapidamente congelati. Inoltre il DFAE sta esaminando l'eventualità di bloccare anche i conti in Svizzera intestati ai governanti algerini.

Calmy-Rey auspica ora che tutte le forze egiziane e i vari partiti collaborino in modo pacifico e costruttivo. A suo parere, occorre un processo trasparente e credibile, in cui siano implicate tutte le componenti della società egiziana. "Bisognerà vedere se l'esercito sarà in grado di garantire tale processo", ha osservato.

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SDA-ATS