Navigation

Cina: Pechino, ridateci opere prese da Gb e Francia in 1860

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2010 - 11:12
(Keystone-ATS)

PECHINO - La Cina chiede "a tutti coloro ne sono in possesso" di restituirle gli oggetti preziosi sottratti dal Palazzo d'Estate di Pechino durante il saccheggio operato dalle truppe britanniche e francesi durante la guerra del 1860 tra le potenze europee e l'Impero della dinastia dei Qing.
Un appello, riferisce oggi il quotidiano Global Times, è stato lanciato ieri in una cerimonia per ricordare l'"umiliazione" subita dalla Cina 150 anni fa. "Chiediamo a tutti i privati e le istituzioni del mondo che sono in possesso di reliquie del Yuanmingyuan (il nome cinese del Palazzo d'Estate), di restituirci quegli oggetti d'arte" si legge nell' appello stilato da funzionari del Palazzo, che si trova alla periferia nordoccidentale di Pechino e viene visitato ogni anno da migliaia di turisti.
Una raccolta di firme a sostegno dell'appello è stata lanciata ieri dal popolare attore di Hong Kong Jackie Chan. Secondo il Global Times, nel saccheggio un milione e mezzo di pezzi pregiati vennero sottratti dal Palazzo, la residenza estiva dei sovrani della dinastia dei Qing (1644-1911). Nel 2009 due bronzi cinesi provenienti dal Yuanmingyuan furono messi in vendita in un'asta da Christie's a Parigi. Gli oggetti provenivano dalla collezione privata dello stilista Yves Saint Laurent. Se li aggiudicò un collezionista nazionalista cinese che poi si rifiutò di pagare il prezzo convenuto - 31 milioni di euro - facendo naufragare l'operazione.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?