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L'unico ostacolo alla corsa agli Oscar per The King's Speech (Il discorso del re), il film superfavorito interpretato da Colin Firth che ha già fatto incetta di premi e nominations in attesa della serata più importante a Hollywood, saranno gli sceneggiatori, che nemmeno lo hanno incluso nei nominati per la migliore sceneggiatura originale, anche per alcuni vizi di forma.

Ieri sera il sindacato degli scrittori, ovvero coloro che a Hollywood ci mettono le idee, in una delle tappe più importanti di questa stagione dei premi, hanno onorato i loro campioni, aumentandone di fatto la possibilità di vittoria all'Oscar, visto che parte dei novemila giurati che in questi giorni stanno decidendo le sorti della competizione più importante, sono proprio i membri del Writers Guild.

A trionfare, come già accaduto ai Golden Globes, sono stati i due principali antagonisti del film su Re Giorgio VI, ovvero "The Social Network" di David Fincher, un elaborato racconto a tinte fosche della genesi di Facebook e delle conseguenti guerre legali per dividersi i proventi dell'invenzione, che ieri ha vinto con Aaron Sorkin per la migliore sceneggiatura non originale, e "Inception" di Christoper Nolan, dove il regista e sceneggiatore di "Memento", "Insomnia", e della serie di Batman dirige Leonardo Di Caprio in un mondo sospeso tra il sogno e la realtà e che si è aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura originale.

Sorkin non è nuovo a questo genere di riconoscimenti ed è uno degli sceneggiatori più ricercati nel mondo del cinema. Nel suo importante curriculum annovera infatti pellicole come "Codice D'onore", "Il sospetto", "The Schindler's list" e serie televisive come "The West Wing". Non un novellino nemmeno Nolan, il cui primo successo, Memento, è un film ricordato soprattutto per la sceneggiatura originale, complessa, anticonformista e in grado di aprire nuovi orizzonti e modi di fare cinema.

Ieri sera Nolan non ha risparmiato alcune punzecchiature allo stesso sindacato e al film antagonista, senza citarlo per nome mai. "Nove anni fa, quando "Memento" non è stato nominato per alcuni vizi di forma nella realizzazione della sceneggiatura, rispetto alle regole del sindacato, mi avete spezzato il cuore. E sono comunque convinto che questo riconoscimento avrebbe avuto ancora più senso se anche un'altra sceneggiatura fosse stata nominata". Il riferimento è chiaro.

Insomma, la corsa agli Oscar si scalda, trionfano "Inception" e "The Social Network", ma il protagonista di ieri, l'elefante nella stanza che si fa finta di ignorare, è il grande assente, quel "The king's speech" che, forte delle sue dodici nomination agli Oscar, compresa quella per la migliore sceneggiatura originale, sarà ben presente e difficile da ignorare al Kodak Theatre la notte del 27 febbraio, per una gara il cui risultato pare sempre più incerto.

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SDA-ATS