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Costa d'Avorio: ultimatum leader Africa, ma Gbagbo non molla

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 dicembre 2010 - 20:36
(Keystone-ATS)

ABIDJAN - Laurent Gbagbo sfida i suoi paesi vicini. Gli Stati dell'Africa occidentale lanciano un ultimatum al presidente uscente della Costa d'Avorio perché ceda il potere e gli inviano tre presidenti emissari come ultimo tentativo della diplomazia prima di un uso della "forza legittima". Ma lui non molla, li riceve nel palazzo presidenziale con un abbraccio ma fa sapere che "nessuna istituzione internazionale" può "imporre con la forza un presidente a uno Stato sovrano".
"Tutto è andato bene", ha detto laconicamente il presidente del Benin, Boni Yayi, al termine dell'incontro di stasera di due ore e mezza con Gbagbo, al quale ha partecipato insieme ai colleghi della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma, e di Capo Verde, Pedro Pires.
I tre sono venuti in missione ad Abidjan per portare a Gbagbo l'ultimatum dellà comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Ecowas): o questi cede il potere al rivale, Alassane Ouattara, riconosciuto presidente dalla maggior parte della comunità internazionale, oppure l'organizzazione, come deciso nel vertice di Abuja, ricorrerà a un uso della "forza legittima" per consegnare il potere a Ouattara.
Un'opzione che, minacciano i sostenitori del presidente uscente, avrebbe "conseguenze" per i milioni di espatriati dell'Africa occidentale che vivono in Costa d'Avorio, primo produttore mondiale di cacao.

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