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Diversi medicinali diventano più cari, interviene Mister Prezzi

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 marzo 2010 - 20:16
(Keystone-ATS)

BERNA - Il preposto alla sorveglianza dei prezzi Stefan Meierhans è intervenuto presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per chiedere le ragioni dell'aumento di prezzo cui sono stati sottoposti alcuni medicamenti. Stando al "Tages-Anzeiger" e al "Bund", che rendono nota oggi la notizia, fra i preparati in questione figurano medicinali molto diffusi e in circolazione da tempo.
I quotidiani fanno l'esempio dell'antidolorifico Dafalgan. Otto compresse con 1 grammo ciascuno di paracetamolo (la sostanza attiva) venivano vendute in passato a 3,75 franchi; da lunedì il prezzo è balzato a 5,90 franchi, con un aumento del 57%.
Proprio lunedì l'UFSP ha diramato un comunicato sottolineando che la verifica straordinaria dei prezzi - eseguita attraverso un confronto con le tariffe praticate in alcuni altri paesi - ha permesso di ridurre i costi "per la maggioranza dei medicamenti". Insieme ad altre misure, la manovra comporta uno sgravio di 400 milioni di franchi dell'assicurazione di base, spiegava l'autorità. Nella nota non si faceva per contro alcun riferimento ad aumenti.
Interpellata oggi dall'ATS, Miranda Dokkum dell'UFSP obietta come fosse noto che vi sarebbero stati rincari. L'ufficio federale si rifiuta però di dire quanti farmaci siano interessati dai ritocchi tariffari. Secondo "Tages-Anzeiger" e "Bund" i preparati in questione sono 208, fra cui 17 che presentano progressioni di prezzo superiori al 50%.
Mister Prezzi vuole ora vederci chiaro: Meierhans ha confermato che ha avviato una discussione con l'UFSP per cercare una soluzione, ma non ha voluto fornire altri dettagli.
Da parte sua l'associazione degli assicuratori malattia Santéssuisse è favorevole al passo intrapreso dal preposto federale, pur sottolineando di essere soddisfatta dal meccanismo introdotto con la verifica straordinaria. Il provvedimento ha permesso di correggere le distorsioni del mercato, ha spiegato il portavoce Paul Rhyn. A suo avviso l'aumento di alcuni medicinali va quindi considerato un "neo", che non deve mettere in discussione l'intero strumento.

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