Navigation

Egitto: fermato figlio ministro Usa, tensione con Washington

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 gennaio 2012 - 21:07
(Keystone-ATS)

Alta tensione tra Washington e il Cairo dopo il fermo da parte delle autorità egiziane di sei cittadini americani ai quali viene impedito di lasciare il Paese. La prima risposta degli Stati Uniti non si è fatta attendere, con l'amministrazione Obama che ha minacciato il taglio degli aiuti militari all'Egitto.

Gli americani trattenuti al Cairo fanno parte di alcune organizzazioni non governative che hanno monitorato le recenti elezioni parlamentari in Egitto. Tra questi c'è anche Sam LaHood, 36 anni, figlio del ministro dei trasporti Ray LaHood, attivista dell'International Republican Institute (Iri), il quale ha raccontato che mentre era all'aeroporto per tornare negli Stati Uniti, al momento dell'imbarco un ufficiale dell'immigrazione gli ha impedito di partire.

Secondo la versione fornita dalla autorità egiziane, gli americani sarebbero stati trattenuti perchè sarebbe in corso un'indagine sull'attività della loro organizzazione. Già il mese scorso l'Iri, assieme ad altre 17 organizzazioni non governative, era stato oggetto di raid da parte delle forze di sicurezza egiziane che avevano portato via computer e documenti.

Proprio lo scorso mercoledi, il giorno prima del fermo, Obama aveva messo in guardia il leader egiziano Mohamed Hussain Tantawi, mettendo ben in chiaro che la condizione necessaria per far sì che gli Stati Uniti diano il loro supporto militare era che il neo eletto Congresso egiziano facesse passi tangibili verso la democrazia. Riferendosi poi alle indagini svolte dalle autorità egiziane nei confronti delle organizzazioni straniere, Obama ha specificato che stando così le cose l'Egitto non ha mantenuto fede ai suoi impegni.

Di qui l'avvertimento. Michael H. Posner del Dipartimento di Stato ha affermato che ogni tensione tra i due governi mette a rischio gli aiuti militari americani al Cairo. Secondo alcuni portavoce del Dipartimento di Stato, questa è la prima volta in tre anni che Washington mette in discussione gli aiuti militari all'Egitto. In ballo c'è oltre un miliardo di dollari.

L'ultimo episodio di tensione tra Washington e il Cairo risale all'epoca di Hosni Mubarak. Il nocciolo ancora una volta gli aiuti americani alle organizzazioni che si occupano di diritti umani. Per mantenere il controllo su questi gruppi, visti come una potenziale minaccia al suo governo, Mubarak aveva imposto loro di ottenere una licenza, che in realtà non è mai stata rilasciata. In particolare il governo militare aveva preso di mira gli Stati Uniti perchè ritenuti responsabili del finanziamento dei gruppi egiziani dietro le rivolte.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?