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Fisco: presidente direttori finanze a caccia di evasori svizzeri

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 marzo 2010 - 11:16
(Keystone-ATS)

BERNA - Il contribuente svizzero che in futuro non dichiarerà al fisco somme superiori ai 200'000 franchi commetterà reato: è questo, in estrema sintesi, il modello concreto cui sta pensando il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze Christian Wanner, convinto che bisogna tirare una riga sul passato e prepararsi a trattare allo stesso modo evasori svizzeri e stranieri.
In un'intervista pubblicata oggi dal "Blick" il consigliere di Stato solettese (PLR) precisa i contorni della sua "strategia del denaro pulito". A suo avviso non si tratta di perseguire la nonnina della Muotatal (SZ) che tiene in nero una parte della sua rendita AVS: occorre invece far sì che a partire da una determinata cifra - per esempio 200'000 franchi - chi apre un conto debba dimostrare che il denaro è stato tassato, attraverso una dichiarazione personale o un certificato fornito dall'autorità fiscale.
Cosa succederebbe con il denaro non dichiarato finora? "Non cambierebbe nulla: io sto parlando solo dei nuovi fondi", spiega il politico solettese. Oltre un certo limite le banche svizzere dovranno accettare solo soldi dichiarati, indipendentemente da dove risiede il titolare del conto. Non si può infatti trattare svizzeri e stranieri in modo diverso, facendo concessioni all'estero mentre per i cittadini della Confederazione si mantiene la situazione identica al passato, altrimenti succederà che il denaro nero proveniente da oltre confine arriverà negli istituti elvetici attraverso intermediari svizzeri.

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