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Fondo stradale: reazioni negative ad aumento prezzo carburanti

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 febbraio 2015 - 17:16
(Keystone-ATS)

Un aumento del prezzo dei carburanti, anche se a tappe, è inaccettabile. Così hanno reagito le associazioni degli automobilisti al progetto di finanziamento delle strade nazionali deciso oggi dal Consiglio federale, che prevede un incremento della tassa sugli oli minerali di 6 centesimi a partire dal 2018, invece dei 12-15 annunciati in un primo tempo. Ma la proposta non piace neppure agli ambientalisti.

Aumentare la tassa è un'aberrazione, poiché l'imposta sugli autoveicoli frutta già oggi circa 10,4 miliardi di franchi annui, ha criticato l'Associazione degli importatori svizzeri di automobili (auto-svizzera), secondo cui questo rialzo sarebbe abusivo e senza effetto alcuno sulle colonne.

Saranno invece gli automobilisti a dover passare alla cassa, denunciano auto-svizzera, l'Automobile Club Svizzero (ACS) e il Touring Club Svizzero (TCS), nonché l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM).

Secondo queste organizzazioni, occorre quindi continuare ad esercitare la pressione con l'iniziativa "Per un equo finanziamento dei trasporti" (la cosiddetta Iniziativa della vacca da mungere) che chiede di destinare tutti gli introiti del traffico stradale alle strade nazionali. Il Consiglio degli Stati l'esaminerà in marzo.

Se l'onere fiscale crescerà, gli automobilisti andranno a fare il pieno all'estero, sostiene dal canto suo la Federazione stradale svizzera (stradasvizzera).

Il governo si inginocchia

"Il Consiglio federale si inginocchia davanti alla lobby delle automobili", ha criticato da parte sua l'Associazione traffico e ambiente (ATA). "In questa forma, la proposta governativa avrebbe soltanto quale effetto di aumentare la circolazione e le code negli agglomerati".

Dopo le polemiche suscitate dal previsto aumento da 12 a 15 centesimi della tassa sugli oli minerali durante la procedura di consultazione, il Consiglio federale ha ora deciso che l'aumento sarà realizzato a tappe. "Il governo ha visibilmente avuto paura di applicare il principio 'chi inquina paga'", deplora l'ATA.

Con la proposta che tutti gli introiti dell'imposta sugli autoveicoli vadano alla costruzione delle strade, "le casse federali saranno amputate di circa 400 milioni di franchi annui, una somma che bisognerebbe risparmiare altrove", conclude l'ATA.

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