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Francia:volo Rio-Parigi, rapporto denuncia errori piloti

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2011 - 13:20
(Keystone-ATS)

Il rapporto dell'Ufficio francese di inchiesta sugli incidenti aerei (BEA) sul volo Air France Rio de Janeiro-Parigi, che precipitò nell'Oceano il primo giugno 2009 uccidendo 228 persone, individua una serie di errori dei piloti dell'Airbus.

Secondo il documento, i piloti non hanno reagito correttamente alla serie di guasti che si sono verificati negli ultimi minuti del volo, in particolare al gusto degli indicatori di velocità, al quale non erano formati, e alla perdita dell'assetto di volo.

Nel suo rapporto, pubblicato oggi, il Bea scrive che i piloti del volo Rio-Parigi "non hanno formalmente riconosciuto la situazione di stallo" dell'aereo, che ne ha provocato la rapida perdita di quota. E questo anche se l'allarme di stallo è suonato per 54 secondi. Secondo gli esperti, incaricati di far luce sul dramma dell'Airbus che si inabissò al largo del Brasile più di due anni fa, i piloti inoltre non hanno applicato la procedura necessaria per far fronte al guasto dei sensori Pitot, che si sono congelati fornendo dati sballati sulla velocità. Il Bea precisa che i piloti "non avevano ricevuto una formazione ad alta quota" per poter rispondere a una situazione di questo tipo.

Negli ultimi istanti del volo il pilota più giovane, di una trentina d'anni, aveva preso i comandi, dopo che si era disattivato il pilota automatico. Gli inquirenti sottolineano anche che i "compiti non erano stati divisi in modo esplicito" nella cabina di controllo, dopo che il capitano aveva lasciato il cockpit per andare a riposarsi. Viene notato inoltre che nessun annuncio è stato rivolto ai passeggeri mentre la situazione diventava più critica.

In un comunicato, la compagnia Air France ha reagito immediatamente alla pubblicazione del rapporto difendendo la "professionalità dei suoi piloti e mettendo in causa invece l'affidabilità dell'allarme di stallo dell'aereo che si sarebbe attivato e disattivato a più riprese. Cosa che, secondo Air France, avrebbe reso "molto più complicata" da parte dei piloti "l'analisi della situazione".

Il rapporto del Bea, il terzo dall'incidente che costò la vita a 228 persone, si basa sulla lettura delle scatole nere dell'aereo, che erano state ripescate in mare nel mese di maggio scorso ancora funzionanti nonostante i 23 mesi passati in fondo all'Oceano Atlantico. Il documento contiene anche una serie di raccomandazioni per rendere i voli più sicuri.

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