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Un nuovo studio australiano dimostra che il fumo accelera il declino mentale e danneggia parti del cervello legate alla demenza. Vi è però una buona notizia per i fumatori inveterati: smettendo si invertono gli effetti dannosi sul cervello.

Lo studio dell'università dell'Australia Occidentale, il primo al mondo a seguire nel lungo periodo i mutamenti nel rendimento cerebrale dei fumatori, ha misurato le funzioni cerebrali di 229 fumatori di età da 68 anni in su, che cercavano di smettere e di 98 non fumatori, usando normali test di performance e associando i risultati alle scintigrafie cerebrali.

La ricerca, ripetuta a intervalli di sei mesi per due anni, rivela che gli anziani fumatori avevano perduto un numero sproporzionato di cellule cerebrali in regioni importanti per la memoria e per il pensiero attivo.

"Per la prima volta quello che vediamo nei test di memoria è confermato da mutamenti nel cervello", scrive l'autore dello studio, il docente di psichiatria geriatrica Osvaldo Almeida, sulla rivista NeuroImage.

I fumatori che non erano riusciti a smettere scivolavano nel declino mentale due volte più rapidamente dei non fumatori, mentre in chi aveva smesso il declino non era più rapido di chi non aveva mai fumato. Chi aveva smesso, inoltre, mostrava qualche perdita di materia grigia 18 mesi dopo l'ultima sigaretta, ma il danno non era significativo e non in regioni del cervello legate a menomazioni cognitive, spiega Almeida.

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SDA-ATS