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LONDRA - L'approccio giusto al risanamento del debito del Regno Unito è quello del laburista Gordon Brown, non quello del conservatore David Cameron. È questa l'opinione di oltre 100 economisti di spicco che oggi, poche ore prima del ultimo dibattito televisivo tra i tre aspiranti premier che si incentrerà proprio sull'economia, pubblicano un documento in cui avvertono che il piano dei conservatori di imporre tagli alla spesa pubblica per un totale di 6 miliardi di sterline potrebbe destabilizzare l'economia e ostacolare la già debole ripresa.
"Soltanto quando la ripresa economica sarà stabile nel suo corso si potranno imporre ulteriori tagli alla spesa pubblica in maniera sicura. Il primo passo è assicurarsi che la crescita ritorni e che riprendano quindi le entrate fiscali. Un'azione avventata in questo momento potrebbe mettere in pericolo non soltanto i posti di lavoro, ma anche le possibilità di ridurre il deficit", si legge nel comunicato che tra i suoi firmatari annovera Lord Richard Layard, professore emerito della London School of Economics, David Blanchflower, un ex membro della commissione per la politica monetaria della banca d'Inghilterra e Lord Robert Skidelsky, professore emerito di economia politica dell'università di Warwick.
Un'altra buona notizia per i laburisti giunge da un sondaggio condotto da Com es per l'Independent e Itv News, secondo il quale quando si tratta dell'economia, gli elettori si fidano di più di Brown e del ministro delle Finanze, Alistair Darling, rispetto al conservatore Cameron e al suo ministro ombra, George Osborne. Il 31% degli intervistati ha infatti indicato Brown e Darling come i più affidabili, contro il 28% che ha scelto Cameron e Osborne e il 20% che ha invece optato per il liberaldemocratico Nick Clegg e il suo aspirante cancelliere, Vince Cable.

SDA-ATS