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È ancora molto grave la situazione nella centrale nucleare di Fukushima 1, al punto che oggi l'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale (Nisa) ha ipotizzato che il livello dell'incidente potrebbe essere innalzato dal livello 5 al 6 della scala Ines (International Nuclear Event Scale).

Nei reattori 1, 2, 3 e 4 si lotta ancora contro il tempo per portare l'elettricità a regime e in modo costante, in modo da assicurare il raffreddamento del nocciolo. Tuttavia in questo momento il problema più serio è costituito dalle piscine nelle quali vengono stoccate le barre di combustibile una volta utilizzate e che si trovano al quarto piano degli edifici che ospitano i reattori.

I crolli avvenuti nei giorni scorsi in tutti e quattro gli edifici in seguito alle esplosioni hanno fatto crollare il tetto ed esposto le 4.500 barre irradiate a diretto contatto con l'atmosfera. Si sta tentando di raffreddarle in tutti i modi, ma i risultati sono poverissimi in confronto allo sforzo immenso che si sta facendo. Sono proprio le barre, in questo momento, la principale fonte di contaminazione.

Secondo esperti italiani a diretto contatto con la Nisa e con la società che gestisce la centrale, la Tepco, continuare a cercare di raffreddare le barre coprendole con l'acqua potrebbe non essere la soluzione. Un'altra strada che si sta considerando, molto più promettente, punta a trasferire le barre in un altro edificio di stoccaggio che si trova nella stessa centrale di Fukushima 1 e fortunatamente integro.

Il problema, però, è rimuovere le barre irradiate: basta un semplice contatto per assorbire una quantità di radiazioni altamente pericolosa. Si sta pensando così di utilizzare robot manipolatori controllati a distanza: capsule con bracci meccanici simile a quelle utilizzate nelle operazioni sottomarine.

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SDA-ATS