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Giornalisti: ex direttore DRS, media svizzeri minacciano democrazia

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2010 - 15:36
(Keystone-ATS)

LUCERNA - Gli sviluppi in atto nel settore svizzero dei media rappresentano una minaccia per la democrazia: lo sostiene l'ex direttore di radio DRS Andreas Blum, secondo cui l'enorme quantità di informazioni disponibili e la possibilità di accedervi da più fonti hanno sostituito il vero dibattito nella società.
In un intervento oggi a Lucerna in un simposio organizzato dalla Fondazione verità nei media (Stiftung Wahrheit in den Medien, SWM), l'ex consigliere nazionale socialista ha inoltre auspicato una limitazione del potere della SRG SSR. A suo avviso l'ente radiotelevisivo deve garantire il servizio di base in tutte le regioni linguistiche del paese, ma al di là di questo deve rimanere solo uno dei vari attori sul mercato: si tratta di favorire la concorrenza editoriale.
Blum vorrebbe inoltre far sì che parte dell'attuale canone radiotelevisivo vada a beneficio dei quotidiani di qualità: nonostante le smentite degli editori i giornali sono infatti in crisi, afferma il giornalista 72enne. Senza un sostegno pubblico non hanno alcun futuro a medio termine.
Media indipendenti sono indispensabili per la democrazia: la chiave di ripartizione del canone va quindi assolutamente rivista, a scapito della SRG SSR e a favore dei quotidiani. Per Blum la situazione odierna è insostenibile: la televisione è diventata un bazar in cui è andato perso il giusto equilibrio fra potere e responsabilità.

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