Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Alla nutrita serie di iniziative lanciate in vista dell'anno elettorale 2011 se ne aggiunge un'altra: il Partito evangelico (Pev) ha trovato un accordo con PS e Verdi su un testo che preconizza l'introduzione di una imposta di successione federale per i patrimoni sopra i due milioni di franchi.

Il provento dell'imposta andrebbe per due terzi alla Confederazione e per un terzo ai cantoni, ha indicato oggi all'ATS Niklaus Hari, portavoce del Pev, confermando informazioni dei giornali "Tages Anzeiger" e "Der Bund".

Secondo i due giornali il presidente del Pev Heiner Studer calcola un introito di tre miliardi di franchi all'anno. La Confederazione dovrebbe utilizzare la sua parte per rimpinguare le casse dell'AVS e finanziare così il pensionamento flessibile. I cantoni sarebbero dal canto loro così indennizzati per la perdita degli introiti dell'imposta di successione che attualmente prelevano dagli eredi non diretti (quella per gli eredi diretti è stata soppressa praticamente in tutti i cantoni).

Dall'imposta sarebbero esonerati i patrimoni sotto i due milioni, come pure i coniugi, i partner registrati e gli enti assistenziali, indipendentemente dall'ammontare dell'eredità. L'aliquota dovrebbe ammontare al 20 per cento, un tasso definito ridotto a livello internazionale (in Germania arriva al 30%, in Francia e Gran Bretagna al 40%). Per le piccole e medie imprese, come pure per i contadini, sono previsti sgravi generosi per non mettere in pericolo posti di lavoro o danneggiare chi rileva l'azienda agricola.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS