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BAGHDAD - Almeno 24 morti e oltre 60 feriti sono il bilancio di una serie di attacchi che stamani hanno colpito varie zone dell'Iraq nel giorno cruciale del voto, nonostante strettissime misure di sicurezza siano state imposte da giorni per evitare il temuto bagno di sangue.
Quasi 19 milioni di iracheni sono chiamati alle urne per scegliere tra 6.200 candidati i 325 deputati del nuovo Parlamento, che a sua volta dovrà nominare il presidente e il premier a cinque anni dalle elezioni del 2005, le prime dell'era post-Saddam. A tre ore dalla chiusura dei seggi, secondo la tv panaraba al Jazira l'affluenza alle urne è "modesta".
A Baghdad due interi edifici sono stati distrutti da una pioggia di bombe di mortaio sparate su diversi quartieri della capitale, proprio mentre si aprivano i seggi intorno alle 7:00 locali: in un attacco sono morte 12 persone e altri cinque civili sono deceduti in un secondo attentato nel nord della città.
I colpi di mortaio hanno colpito anche la Zona verde, sede di edifici governativi e delle ambasciate americana e britannica, mentre sette civili sono stati uccisi in altri attacchi in diverse regioni del Paese.
"Siamo in combattimento", ha detto il generale Qassem al Mussawi, portavoce delle operazioni di sicurezza di Baghdad. "Operiamo in un teatro di battaglia e i nostri soldati si aspettano il peggio", ha aggiunto l'ufficiale, citato dalla tv di Stato al Iraqiya. Secondo il ministero degli interni, negli attacchi odierni sono morte finora 24 persone e oltre 60 sono rimaste ferite.
Chiuso l'aeroporto internazionale di Baghdad e sigillate le frontiere con l'Iran, dalla Repubblica islamica il leader radicale sciita iracheno, Moqtada Sadr, stamani ha invitato gli iracheni a votare per spianare la strada alla fine dell' "occupazione"americana".
Entro l'estate prossima circa la metà degli attuali 100.000 soldati Usa dovrebbe lasciare l'Iraq. Dal canto suo, il premier uscente Nuri al Maliki, tra i candidati favoriti alla vittoria, ha invece rassicurato i votanti: "Gli attentati non influenzeranno le operazioni di voto e non indeboliranno il morale degli iracheni", ha detto all'uscita da un seggio.

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SDA-ATS