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Israele: trovati denti di homo sapiens di 400mila anni fa

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 dicembre 2010 - 16:07
(Keystone-ATS)

ROMA - I molari di un essere umano vissuto 400 mila anni fa ritrovati in Israele potrebbero rivoluzionare le tesi sulle origini dell'uomo moderno. Lo affermano archeologi dell'Università di Tel Aviv che hanno annunciato la scoperta di alcuni denti umani ritrovati nella caverna Qesem scoperta nel 2000 a Rosh Haain, nella zona centrale di Israele, che apparterrebbero a un homo sapiens, il più antico mai trovato finora. I precedenti ritrovamenti, infatti, datano a meno della metà dei 400 mila anni dei denti di Rosh Haain.
"È una tesi entusiasmante che, se confermata, può cambiare il quadro dell'evoluzione della specie umana, ma sono necessarie ulteriori ricerche per dare fondamento a tutto questo" afferma l'archeologo Avi Gopher, a capo del team che esaminato i resti ai raggi X e alla Tac e li ha datati.
L'uomo sapiens, secondo la teoria scientifica più accreditata, ha avuto origine in Africa e da lì si è diffuso in tutto il mondo. L'archeologo israeliano sostiene che i denti trovati sono certamente collegati all'homo sapiens e questo vorrebbe dire che l'uomo moderno ha avuto in realtà origine in Israele. Secondo Sir Paul Mellars, esperto di preistoria dell'università di Cambridge, lo studio è affidabile e il ritrovamento "è importante", perché resti risalenti a quel periodo sono scarsi, ma è prematuro dire che sono umani. "Basandoci sulle prove finora raccolte - sostiene Mellars - si tratta di una possibilità piuttosto tenue e remota. È più probabile che i denti siano di un neandertaliano".

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