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Italia: popolo viola in piazza,"dopo il faraone il farabutto"

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2011 - 21:48
(Keystone-ATS)

"Dopo Mubarak, Silvio Berlusconi". "Dopo il faraone, il farabutto". "Berlusconi a Sharm El Sheikh". Vorrebbero rivivere in Italia l'esultanza d'Egitto. Sognano che proprio da loro, quel Popolo viola che è nato sul web e cresciuto nelle piazze, parta quell'onda che spinga alle dimissioni il Cavaliere. Perciò annunciano una "imponente manifestazione a Roma" fra un mese esatto, il 12 marzo.

Sostengono la protesta delle donne di domani. E intanto si sono mobilitati in questo sabato in 35 città (sei delle quali all'estero), scandendo slogan anti-Berlusconi al ritmo di pentole e coperchi, sulle orme dei cacerolazos argentini.

Nella capitale, i Viola radunano qualche centinaio di persone davanti alla prefettura, in piazza Santi Apostoli. Li separa da palazzo Grazioli, la residenza romana di Berlusconi, non più di duecento metri. I carabinieri sorvegliano la protesta. Ma, a differenza di quanto avvenuto la settimana scorsa ad Arcore, questa volta non c'è nessun tentativo di raggiungere la casa del premier, nessuno scontro con le forze dell'ordine. Perchè, sottolineano i promotori, il sit-in vuole essere "pacifico", anche se "molto rumoroso".

"Tu Ruby, noi paghiamo", "Berlusconi indegno", "I panni sporchi si lavano in tribunale", "Stupratore della Costituzione". I manifestanti, sciarpe viola al collo, agitano cartelli che chiedono al presidente del Consiglio di dimettersi. E intanto martellano con mestoli, cucchiai e coperchi sopra pentole e padelle, al ritmo degli slogan scanditi da un podio improvvisato, piantato al centro della piazza. "Giù le mani dal presidente Napolitano", "Giù le mani dalla Rai", "Giù le mani dai pm", urlano. Mentre giovani e signore di mezza età, ma anche bambini con i genitori, battono e percuotono.

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