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Gheddafi controllerebbe ormai soltanto la caserma-bunker di Bab el Zizia, dove risiede, mentre nella capitale la sue milizie provocano un altro bagno di sangue. Lo afferma la Tv araba al Jazira, citando giornalisti libici. Secondo la stessa fonte, a Tajoura le forze di polizia e i militari si sono uniti ai rivoltosi, e stanno marciando assieme verso la Piazza Verde di Tripoli. Si tratta di molte migliaia di persone.

"Circa 30'000 manifestanti sono concentrati a Piazza Algeria e sono diretti verso il bunker di Gheddafi che si trova nel quartiere Bab el Zizia a circa due chilometri da Piazza Algeria", ha riferito all'ANSA il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia ed esponenti arabi in Europa.

Secondo i media iraniani, il figlio minore di Gheddafi, Saif al-Arab, si sarebbe unito ai rivoltosi di Bengasi. Il giovane, inviato dal padre a sovrintendere la repressione dei sommovimenti, giunto a Bengasi sarebbe invece passato dall'altra parte, ottenendo l'appoggio di truppe da combattimento per rafforzare la rivolta.

Dopo la preghiera del venerdì, Tripoli è diventata un bagno di sangue, ha riferito all'agenzia di stampa italiana ANSA un testimone. "Nella strada di Shat, nella periferia est della città, la gente era affluita da cinque moschee e i miliziani di Gheddafi hanno sparato sulla folla facendo morti e feriti. Poi è arrivata un'ambulanza, ma quando si sono aperte le porte sono apparsi dei mercenari e anche loro hanno sparato sulla folla". Le violenze, racconta, sono iniziate all'uscita dalle moschee. La gente ha iniziato a correre per le strade gridando 'libertà!'. I miliziani di Gheddafi sono senza divisa, si confondono tra la folla e sparano. Usano l'ambulanza per trasportare i mercenari e uccidere.

Uno degli inviati della CNN in Libia ha reso noto, citando testimoni oculari, che c'era una battaglia "sanguinosa" nel mercato del venerdì a Tripoli. "Si spara a casaccio" ha riferito con un messaggio via twitter, precisando che secondo fonti mediche i morti tra i manifestanti nei diversi scontri in Libia sarebbero almeno 17.

Testimoni hanno riferito che le installazioni petrolifere della città di Marsa Brega sono sotto il controllo dei ribelli. E i soldati stanno aiutando i ribelli a mettere in sicurezza il posto.

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SDA-ATS