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Tensione in Russia, a San Pietroburgo, dove questa sera Madonna si esibirà dopo essere stata insultata dal vicepremier Dimitri Rogozin ("è una ex p....") e dopo che gli ultraortodossi hanno bruciato magliette e foto con la sua immagine: Cremlino e autorità religiose l'hanno messa sotto attacco per la sua difesa delle Pussy Riot e temono che possa anche parlare a favore dei gay, sfidando la legge russa che vieta la 'propaganda omosessualè.

"Ogni ex p... tende a dare in giro lezioni di morale, in particolare quando si trova in tournee all'estero", ha replicato oggi Rogozin, via twitter, all'appello lanciato da Madonna in Russia per la scarcerazione delle tre cantanti della punk band anti-Putin Pussy Riot.

Madonna, che due giorni fa ha cantato a Mosca, durante l'esibizione ha evocato il contestato processo alle tre giovani componenti di Pussy Riot - accusate di teppismo e odio religioso per aver recitato una dissacratoria preghiera pubblica contro il presidente Vladimir Putin nella cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore - definendole "coraggiose" e chiedendone il rilascio, pur con la premessa di non voler "mancare di rispetto al governo russo nè alla Chiesa".

E stasera, per il concerto di San Pietroburgo, città natale del presidente Putin, del premier Medvedev e di tutti i nomi più prestigiosi della nomenklatura al potere, si teme che Madonna replichi la sfida alle autorità russe, o che parli a favore dei gay, come si aspetta la comunità omosessuale.

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SDA-ATS