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MO: Israele, prolungata chiusura Territori, allerta elevata

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 maggio 2011 - 08:58
(Keystone-ATS)

La chiusura della Cisgiordania è stata prolungata di 24 ore in seguito agli incidenti verificatisi ieri in varie zone di Israele in occasione della Giornata della "Naqba", il "disastro" agli occhi dei palestinesi dell'esodo di centinaia di migliaia di connazionali in coincidenza con la costituzione dello Stato ebraico 63 anni fa.

Anche la polizia israeliana resta schierata in forze a Gerusalemme est e sulle alture occupate del Golan, dove ieri gruppi di dimostranti provenienti dalla Siria sono riusciti ad abbattere un tratto dei recinti di frontiera e a penetrare nella città drusa di Majdel Shams.

La stampa israeliana odierna precisa che in quegli scontri sono rimasti uccisi quattro dimostranti, e non dieci come affermato la scorsa notte da fonti stampa israeliane. Una fonte diplomatica a conoscenza diretta degli eventi ha invece riferito all'ANSA che sul Golan ci sarebbe stato ieri solo un morto accertato.

La maggior parte dei siriani entrati ieri (circa 150) sono stati consegnati alle autorità siriane. Ma la polizia israeliana ritiene che alcuni di essi abbiano trascorso la nottata a Majdel Shams nel tentativo di raggiungere oggi il territorio israeliano. Posti di blocco della polizia ispezionano tutte le automobili in uscita da quella città.

Lo stato di allerta resta elevato anche in Alta Galilea dopo che ieri un migliaio di dimostranti provenienti dal Libano meridionale hanno cercato di superare i reticolati di confine. Secondo la stampa, sono stati respinti sia dal fuoco dell' Esercito libanese sia da quello dell'esercito israeliano. In quegli incidenti, affermano i giornali israeliani, si sono avute "circa dieci vittime", libanesi e palestinesi.

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