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GAZA - Un attacco sferrato la scorsa notte da un commando di miliziani contro le infrastrutture di un campo estivo dell'Unrwa (l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi) su una spiaggia di Gaza ha provocato nella Striscia un'ondata generale di esecrazione. Un esponente dell'Unrwa l'ha definito "un attacco contro la felicità dei bambini" e ha assicurato che la sua organizzazione non si lascerà comunque intimidire.
Giunti sulla spiaggia di Sheikh Ajalin, alla periferia di Gaza City, alcune decine di uomini dal volto coperto hanno immobilizzato il guardiano e hanno appiccato il fuoco ai giochi e alle tende già erette per ospitare fra alcune settimane i bambini in vacanza. Al guardiano hanno anche lasciato una lettera minatoria indirizzata ai responsabili dell'Unrwa in cui, a quanto pare, l'ente delle Nazioni Unite viene accusato di "invasione culturale" fra i giovanissimi di Gaza.
Per le famiglie della Striscia i campi estivi sono un momento di sollievo molto atteso in cui i figli ricevono quotidianamente ore di ricreazione (che all'Unrwa includono sport, lezioni di nuoto, attività artistica, teatro, dramma) e pasti caldi. Il tutto assolutamente gratuito. Da alcuni anni sul litorale di Gaza vengono eretti diversi accampamenti: quelli dell'Unrwa (che ospitano complessivamente 250 mila bambini e ragazzi di età fino a 16 anni) si affiancano a quelli pure numerosi di Hamas (che si concentrano più sull'istruzione religiosa) e di altre organizzazioni.
L'attacco al campo estivo non è stato rivendicato da alcuna organizzazione. Un'ipotesi diffusa è che alle sua radici ci sia l'opposizione, frequente in ambienti radicali islamici, a qualsiasi attività per classi miste di maschi e femmine.
Da parte sua l'esecutivo di Hamas ha condannato l'attacco al campo di Sheikh Ajalin (uno dei 35 campi simili allestiti attualmente dall'Unrwa) e ha assicurato che cercherà di catturare i responsabili. Pur trovando "esagerate" le denunce dei danni patiti dal campo estivo, Hamas ha al tempo stesso ringraziato ancora una volta l'Unrwa per il suo sostegno costante alla popolazione di Gaza e agli sforzi di "rompere l'assedio" alla Striscia mantenuto da Israele ed Egitto, via terra e via mare.
Per la fine della settimana è atteso a Gaza l'arrivo di alcune imbarcazioni con a bordo centinaia di attivisti di vari Paesi latori di forniture umanitarie. Israele ha anticipato che non consentirà loro il transito: ma al porto di Gaza si lavora egualmente in questi giorni per approntarlo all'attracco delle navi straniere.

SDA-ATS