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Natale: sulle tavole italiane meno caviale e ostriche, più bollito

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 dicembre 2010 - 17:43
(Keystone-ATS)

ROMA - Valgono 2,8 miliardi di euro (3,6 di franchi svizzeri) i cibi e le bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci trascorrono a casa con parenti o amici. È il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli italiani non rinuncino all'appuntamento più tradizionale dell'anno per il quale si è spesa praticamente la stessa cifra dello scorso anno (+0,3 per cento).
La Confederazione nazionale dei coltivatori diretti sottolinea che dal Natale 2010 esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio, con meno caviale, ostriche, salmone e champagne. Quest'anno a tavola l'ha fatta da pardone la preparazione delle ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche e le molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane.
La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la Coldiretti - in 700 milioni di euro per le carni compresi i salumi, 560 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 420 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 420 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 280 milioni di euro per il pesce e 140 milioni di euro per formaggi e uova.

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