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Nucleare: non ancora raggiunto accordo su criteri stress test Ue

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 maggio 2011 - 16:30
(Keystone-ATS)

Nessun accordo oggi sui criteri e le modalità degli stress test per i 143 impianti nucleari europei: gli esperti delle 27 autorità nazionali responsabili della sicurezza nucleare, riuniti a Bruxelles, "hanno fatto progressi, ma non hanno raggiunto - ha riferito la Commissione europea - nessuna decisione finale". Il commissario all'energia Günther Oettinger ha deciso di riconvocare una nuova riunione del gruppo Ensreg il 19 e il 20 maggio a Praga.

La discussione tra i 27 stati membri - precisa la Commissione europea - "proseguirà anche a livello tecnico". L'allungamento dei tempi non preoccupa più di tanto Oettinger: "il contenuto è più importante della tabella di marcia. L'opinione pubblica si aspetta stress test credibili per coprire una vasta gamma di rischi e di questioni di sicurezza. Ed è su questo che stiamo lavorando", ha dichiarato il commissario tedesco, determinato a non mettere la sua firma sotto test di resistenza che non siano adeguati alle problematiche sollevate dal disastro nucleare giapponese.

In particolare, Oettinger ritiene che le 143 centrali nucleari europee debbano essere messe alla prova anche per far fronte a rischi di attacchi terroristici, incluso l'eventualità di aerei kamikaze, sull'esempio dell'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001 a New York. Oltre al rischio terrorista, il commissario chiede che i test di resistenza tengano conto anche dei rischi del fattore umano, delle catastrofi naturali e dell'eventualità di incidenti. Ma la determinazione del commissario si scontra con le resistenze di molti paesi.

Il vertice dell'Ue del marzo scorso, che ha lanciato gli stress test, non ha fissato una scadenza precisa per la loro attuazione. L'ambizione però è di riuscire a raggiungere l'accordo tra i 27 al Consiglio dei ministri dell'energia, il 10 giugno a Lussemburgo.

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