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Pedofilia: ricorso vittime contro Papa a corte Aja

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 settembre 2011 - 15:39
(Keystone-ATS)

Un gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili ha depositato oggi presso la Corte penale internazionale (CPI) dell'Aja un ricorso in cui accusa il Papa e tre alti esponenti del Vaticano di crimini contro l'umanità per la copertura dei reati commessi da prelati contro i minori.

Il ricorso riguarda, oltre a papa Benedetto XVI, anche il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore, il cardinale Angelo Sodano, e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede, cardinale William Levada. Lo si è appreso dalle stesse organizzazioni che hanno presentato il ricorso.

A promuovere l'iniziativa - che non ha precedenti - davanti alla CPI sono state in particolare due organizzazioni americane, il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest).

I loro avvocati hanno presentato alla Corte dell'Aja un dossier di 80 pagine ed hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si è reso necessario "poiché le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero".

Il ricorso, a quanto si è appreso, riguarda in particolare cinque casi di abusi sessuali avvenuti in Congo e negli Stati Uniti e commessi da prelati provenienti dal Belgio, dall'India e dagli Usa.

Sarà ora il procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, a dover decidere se accogliere o meno il ricorso andando incontro al rischio di sollevare un acceso quanto delicato dibattito sul ruolo e le competenze della CPI.

La speranza dei ricorrenti è che la Corte dell'Aja decida quanto meno di aprire un'indagine preliminare per verificare se il caso rientra sotto la sua giurisdizione.

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