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BERNA - La Posta deve rimettere ordine al più presto ai suoi vertici e chiarire le sue strategie: è l'auspicio unanime espresso dal mondo politico e dai sindacati all'indomani dell'annuncio di una nuova partenza dal consiglio di amministrazione (Cda) dell'azienda. UDC e PS fanno inoltre già sa sapere che si opporranno a un'espansione all'estero del "gigante giallo".
Quello che sta avvenendo attualmente nel Cda non è accettabile, sostiene il vicepresidente della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) del Nazionale, Markus Hutter (PLR/ZH), interrogato dall'ATS. Quando un gruppo si sfascia in questo modo "è certamente un errore da attribuire soprattutto al presidente", continua Hutter, che punta quindi il dito contro Claude Béglé. Il presidente socialista Christian Levrat invita il consigliere federale Moritz Leuenberger a discutere in modo serio con l'interessato.
Per il momento nessuno chiede apertamente la testa di Béglé, ma non mancano i dubbi sul suo operato. Per Peter Bieri (PPD/ZG) "ci si deve chiedere se è la persona giusta a far avanzare la Posta nella difficile situazione odierna". Anche il consigliere nazionale Andrea Hämmerle (PS/GR) esprime riserve riguardo alla sua capacità di guidare al meglio il Cda.
I commissari della CTT si interrogano però intanto anche sulla strategia di espansione all'estero, annunciata da Béglé in dicembre attraverso un domenicale.
Socialisti e democentristi mettono già le mani avanti, esprimendosi contro avventure all'estero. La Posta non ha né la massa critica, né i mezzi, né le conoscenze necessarie, sostiene Levrat. L'UDC invita la Posta a concentrarsi nell'offerta del suo servizio pubblico all'interno del paese.
La Posta stessa vede le cose in modo diverso: per rimanere in buona salute deve svilupparsi anche fuori dalla Confederazione, scrive oggi in una presa di posizione indirizzata all'ATS. Il "gigante giallo" assicura inoltre che il Cda sta elaborando la sua strategia "progressivamente" e "in stretto accordo" con la direzione e con la Confederazione.
I rappresentanti dei lavoratori sono però sul chi vive. Il sindacato della Comunicazione e quello cristiano sociale dei servizi pubblici (transfair) hanno accolto favorevolmente l'annuncio del Dipartimento federale delle comunicazioni di voler analizzare la situazione: esso deve fissare direttive strategiche che dovranno poi essere condivise da Béglé, ha indicato all'ATS Peter Heiri di transfair.

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SDA-ATS