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ranco forte: per Schneider-Ammann "la situazione è allarmante"

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2011 - 11:40
(Keystone-ATS)

L'apprezzamento del franco è al centro delle preoccupazioni del ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann. Il consigliere federale PLR, che sta trascorrendo le vacanze nella sua residenza estiva dell'Oberland bernese, intende fare di tutto pur di mantenere gli impieghi nella piazza industriale svizzera.

"La situazione è allarmante, la crisi potrebbe essere imminente", ha dichiarato Schneider-Ammann in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano svizzerotedesco "Blick". Si parla di crisi quando la disoccupazione minaccia di raddoppiare. Secondo il ministro dell'economia, è possibile che la situazione occupazionale in Svizzera sarà sotto pressione nel secondo semestre del 2011.

Il consigliere federale si attende un aumento del lavoro a orario ridotto e persino ristrutturazioni. Schneider-Ammann non ha però voluto esprimersi sui piani di emergenza del governo: "Abbiamo già previsto interventi", si è limitato a dire. Più il Consiglio federale e il Dipartimento dell'economia agiscono in modo discreto, meglio sarà per la situazione occupazionale.

Le uniche misure efficaci a corto termine per contrastare il franco forte non stanno però nelle mani del governo, bensì in quelle della Banca nazionale svizzera. Solo la BNS può decidere in materia.

Schneider-Ammann non crede molto a un agganciamento del franco all'euro: "Indirettamente una tale misura significherebbe che noi perderemmo non soltanto l'indipendenza monetaria ma soprattutto la nostra sovranità", sottolinea il ministro bernese. Nessuno vuole che questo accada.

Fiducia nell'economia

Il Consiglio federale ha già preso provvedimenti quali l'incoraggiamento all'innovazione o l'aiuto al turismo. Schneider-Ammann non vuole essere soltanto pessimista per l'economia svizzera: grazie alla svalutazione dell'euro l'economia tedesca esporta per esempio nei paesi emergenti come la Cina. "Ciò potrebbe spingere l'industria accessoria elvetica, compreso il settore terziario, ad agire allo stesso modo", spiega il ministro liberale-radicale. Il problema del corso dei cambi potrebbe così essere parzialmente compensato.

L'ex industriale bernese ribadisce infine la sua fiducia nell'economia: "quando è sotto pressione, l'economia svizzera diventa sempre più creativa". Qualora fosse indispensabile, si potrebbero anche aumentare le ore lavorative dei dipendenti "piuttosto che perdere posti di lavoro e know-how".

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