Navigation

Rep. Ceca: sciopero statali anti-austerità, tutto fermo

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 dicembre 2010 - 18:40
(Keystone-ATS)

PRAGA - In tutta la Repubblica ceca si è svolto oggi uno sciopero dei dipendenti statali contro la riduzione del 10% del salario, programmata dal governo di centrodestra del premier Petr Necas. Sono rimasti chiusi gli uffici pubblici e la maggior parte delle scuole, mentre il funzionamento degli ospedali è stato ridotto.
"123.000 persone prendono attivamente parte allo sciopero, altre 185.000 esprimono simbolicamente il loro appoggio", ha detto parlando alla manifestazione a Praga il segretario della confederazione dei sindacalisti cechi e moravi (Ckmos), Jaroslav Zavadil. Alla dimostrazione nella capitale hanno partecipato nel pomeriggio alcune centinaia di persone. Altre manifestazioni si sono tenute in 21 città ceche e morave.
Nel settore pubblico lavorano 650.000 persone su 10,5 milioni di abitanti in tutto nella Repubblica ceca. "I sindacalisti e l'opposizione di sinistra giocano un gioco pericoloso che rischia di destabilizzare il Paese", ha detto il premier Necas. La priorità del suo governo insediatosi a luglio è ridurre l'indebitamento e riportare il deficit dal 5,3% del pil attuale al 3% nel 2013. La finanziaria 2011, in discussione in Parlamento la settimana prossima, prevede un deficit al 4,6%.
Per protestare contro le misure di austerità del governo, erano già scesi in piazza il 21 settembre scorso a Praga 40.000 lavoratori del settore pubblico.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.