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BELGRADO - La Serbia è intenzionata a rimpatriare i suoi connazionali, per lo più di etnia albanese, affluiti in massa con la richiesta di asilo negli ultimi tempi soprattutto in Belgio dopo l'abolizione lo scorso dicembre dell'obbligo del visto per le destinazioni in paesi della Ue. Lo ha detto il ministro dell'interno Ivica Dacic.
"Noi intendiamo reagire spiegando che i falsi richiedenti asilo verranno rimpatriati sulla base dell'accordo di riammissione", ha detto Dacic citato oggi dal quotidiano belgradese "Blic".
"E' molto importante arrestare tale fenomeno per non mettere in pericolo l'avvenuta soppressione dei visti", ha aggiunto il ministro, osservando al tempo stesso che per ora il Belgio è l'unico paese ad aver denunciato un afflusso accentuato di migranti dai Balcani occidentali.
Il premier belga Yves Leterme nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione per l'improvvisa impennata negli arrivi di immigrati di etnia albanese da Serbia e Macedonia, intenzionati a ottenere l'asilo in Belgio.
Secondo il ministro Dacic, il loro numero non è così alto come riferito da alcuni media, e sarebbero non oltre 300.
Stando invece al deputato Riza Halimi, rappresentante della comunità albanese al parlamento serbo, sarebbero tra 5 mila e 10 mila gli albanesi delle regioni povere e depresse di Presevo e Bujanovac (sud della Serbia) che dopo l'abolizione dei visti (19 dicembre) si sarebbero recati nei paesi Ue sperando nell'asilo e in condizioni di vita migliori.

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SDA-ATS