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Siria: TV, sale a 21 bilancio manifestanti uccisi

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 maggio 2011 - 17:28
(Keystone-ATS)

Sale a 21 dimostranti uccisi in diverse città siriane il bilancio della repressione delle manifestazioni anti-regime. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya, citando fonti di attivisti per i diritti umani. Testimoni oculari riferiscono di almeno quattro morti caduti a Barze, quartiere periferico di Damasco.

La tv di Stato siriana ha smentito tuttavia l'uccisione di manifestanti da parte delle forze di sicurezza e ha negato che durante i cortei siano avvenuti scontri con la polizia.

Durante una trasmissione in diretta, il conduttore del canale satellitare siriano si è collegato con i vari corrispondenti in alcune città del Paese, che hanno assicurato che "la situazione è tranquilla" e che "in alcuni casi ci sono state manifestazioni", ma che "le forze di sicurezza si sono comportate in modo civile con i dimostranti".

Il conduttore ha più volte invitato gli ascoltatori a non credere alle "menzogne" diffuse dalle tv satellitari panarabe al Jazira e al Arabiya, e al canale in arabo della Bbc.

Sono intanto circa 4mila le persone fuggite dalle violenze in Siria e giunte nel nord del Libano nelle scorse settimane, secondo le stime rese note oggi a Ginevra dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). In maggioranza si tratta di donne e bambini.

L'Unhcr ed i suoi partner - ha detto un portavoce - stanno lavorando con il governo libanese nelle zone di frontiera di Wadi Khaled e Tall Biri nel nord del Libano per aiutare le famiglie fuggite dalla Siria. Secondo le autorità libanesi locali circa 1.400 persone sono giunte la scorsa settimana dalla città siriana di Tall Kalakh. Sommati agli arrivi già registrati dalla fine di aprile, le autorità locali stimano a circa 4.000 i siriani giunti recentemente in Libano, ha detto il portavoce. Tuttavia è difficile confermare un numero esatto delle persone fuggite dalla violenta repressione delle rivolte antiregime in Siria.

Molti profughi sono giunti senza niente. La maggior parte ha trovato rifugio presso parenti o famiglie, mentre alcuni risiedono temporaneamente in una scuola.

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