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BERNA - Nel suo discorso di congedo, Moritz Leuenberger ha reso omaggio alla forza della democrazia e alla ricerca del compromesso. "La Svizzera non è divisa fra popolo e classe politica", ha affermato il ministro uscente di fronte all'Assemblea federale.
"Ho grande ammirazione per tutti coloro che lavorano in politica e non sono necessariamente sotto i riflettori, anche per quelli che portano avanti progetti che non avranno successo e hanno il coraggio di cambiare le proprie opinioni", ha aggiunto Leuenberger.
"Durante la mia carriera non ho conosciuto nessun sistema politico migliore del nostro, ma nemmeno uno più complicato", ha rilevato, prima di sottolineare che la Svizzera ha tutto per essere un attore su scala europea e svolgere un ruolo sulla scena internazionale. "La nostra costanza in questo senso ci dà credibilità, e l'ho visto con i miei occhi".
"Dopo aver fatto conoscenza con oltre 100 ministri dei trasporti e dell'energia dei paesi vicini, dopo aver vissuto "l'immigrazione" di quattro orsi, inaugurato più di 115 gallerie, tratti stradali e ferroviari e nessuna centrale nucleare, è giunto il momento di lasciare la scena", ha concluso il ministro fra gli applausi dell'Assemblea federale.

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SDA-ATS