Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

BERNA - Nessun passo avanti nella guerra dei nervi sulla ratifica dell'accordo con gli USA riguardante UBS. Durante i colloqui odierni alla Casa von Wattenwyl i partiti sono infatti rimasti sulle loro posizioni.
L'incontro tra i partiti di governo e una delegazione del Consiglio federale ha permesso solo di approfondire le varie posizioni e di chiarire alcuni aspetti. "Ma non c'è stato nessun progresso significativo", ha affermato in una conferenza stampa il presidente del Partito socialista Christian Levrat.
Il governo ha comunque deciso di sottoporre alle Camere federali un programma vincolante per arginare i superbonus delle banche e per risolvere il problema degli istituti "troppo grandi per fallire". Il governo dovrebbe approvare il progetto, annunciato la settimana scorsa, entro una/due settimane, ha detto da parte sua il consigliere federale Moritz Leuenberger.
In questo modo il governo farebbe dunque un passo verso il PS che si rifiuta di approvare l'accordo con gli Stati Uniti su UBS se questo non sarà accompagnato da misure contro le remunerazioni eccessive e il problema del "Too big to fail". Levrat chiede però precise garanzie: "tutto dipende dal programma vincolante" che deve saper resistere agli attacchi della lobby delle banche, ha affermato il presidente socialista.
Levrat ha poi affermato che la "responsabilità è condivisa" da tutti i partiti. L'UDC ha però già fatto sapere di essere fortemente contraria alla nuova tassazione dei bonus, giudicata inefficace e dannosa.
PLR e PPD non vogliono invece che le misure proposte dal governo siano legate all'intesa con gli Usa. Durante i colloqui, le formazioni politiche di Pelli e Darbellay si sono dunque opposte al programma vincolante del governo. Secondo Levrat l'accordo non è però ancora morto: restano cinque settimane prima che il parlamento se ne occuperà e, in questo lasso di tempo, "passerà ancora molt'acqua sotto i ponti".
L'accordo concluso con Washington lo scorso mese di agosto prevede la trasmissione alle autorità fiscali americane dei dati di 4450 clienti americani sospettati di evasione fiscale continuata e aggravata. Il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento il testo dopo che il Tribunale amministrativo federale (TAF) aveva bloccato l'invio dei dati. Riteneva infatti che l'intesa avesse soltanto valore di "convenzione consensuale" e non modificasse la Convenzione attuale sulla doppia imposizione, che prevede l'assistenza amministrativa soltanto in caso di frode fiscale. Le Camere federali se ne occuperanno durante la sessione estiva.

SDA-ATS