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BRUXELLES - L'Europa resta divisa a metà a causa della nube sprigionata dal vulcano islandese che ha trasformato il continente in una grande 'no-fly zone': Eurocontrol, l'ente europeo per la sicurezza dell'aviazione civile, prevede la cancellazione del 70% dei 28.126 voli per oggi, concentrata soprattutto nei paesi del centro nord dove ancora persiste lòa presenza delle ceneri vulcaniche.
A volare non saranno più di 8-9 mila voli, il 30% di quelli stimati in tutta la Ue e la metà di quelli previsti nell'intero continente europeo. La nube si è diradata in particolare sul Mediterraneo e sulla Scandinavia, consentendo la ripresa dei voli in Spagna, Portogallo, sud della Francia, parte dell'Italia (dove i voli al nord sono stati però sospesi dopo appena due ore di apertura) e Slovenia, e poi ancora Norvegia, parti della Svezia e della Finlandia, Polonia e Bielorussia. Restano bloccati invece i collegamenti aerei in Gran Bretagna, Olanda, Germania, Francia e Belgio e Svizzera.
In sei giorni, il traffico aereo è passato dallo 0,6% in più di mercoledì scorso al circa -80 di ieri e al -70 previsto di oggi, con danni economici enormi per le compagnie aeree, stimati dalla Iata, l'associazione internazionale che raggruppa 270 vettori nel mondo, in 250 milioni di dollari al giorno. In borsa, i titoli dei principali vettori nazionali hanno accusato perdite fino al 5%. Le conseguenze economiche del blocco saranno al centro di una riunione oggi in video conferenza tra i ministri dei trasporti della Ue.
Per far fronte all'emergenza, Bruxelles - ha riferito il commissario europeo alla concorrenza Joaquin Almunia - sta pensando di utilizzare gli stessi strumenti di aiuto alle compagnie aeree che vennero usati all'indomani dell'11 settembre 2001, dopo l'attentato alle Torri gemelle.
Ma le polemiche sulle misure precauzionali finora adottate, considerate eccessive da molte compagnie aeree, non si placa. La Iata, in particolare, ha espresso la propria "insoddisfazione" sulla gestione della crisi causata dalle ceneri islandesi e ha reclamato una decisione fondata sui "fatti". L'associazione ha chiesto ai governi l'apertura di "alcuni corridoi" per consentire la ripresa dei collegamenti principali, anche sulla base dei risultati di voli di prova effettuati da alcune compagnie che hanno attraversato la nuvola di cenere senza conseguenze.
Peggiorano i disagi per migliaia di cittadini europei bloccati all'estero. In Gran Bretagna si sta mobilitando anche la marina militare per riportare a casa 15 mila britannici, che saranno raccolti in Spagna.
Il vulcano islandese Eyjafjallajokull nel frattempo non smette di eruttare e la nube, secondo i meteorologi del Met Office britannico, potrebbe arrivare in giornata sulle coste orientali del Canada.

SDA-ATS