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Widmer-Schlumpf critica tattica temporeggiatrice grandi banche

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 maggio 2011 - 13:07
(Keystone-ATS)

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf si aspetta che UBS e Credit Suisse spieghino in maniera dettagliata le loro critiche al progetto di legge sugli istituti di credito "too big to fail". Le cifre da loro fornite sono "incomprensibili".

In un'intervista pubblicata alla "Neue Zürcher Zeitung" la ministra delle finanze accusa le due grandi banche di temporeggiare: "in politica succede ripetutamente di portare in campo presunte mancanze di chiarezza perché si vuole ritardare qualcosa".

La Widmer-Schlumpf fa riferimento alle discussioni della Commissione dell'economia del Consiglio degli Stati, durante le quali rappresentanti degli istituti di credito hanno presentato cifre che, "non solo per me", non erano ricostruibili. "Se ci si attende dappertutto il massimo, ciò non rispecchia la realtà", ha spiegato.

Le banche criticano la questione se la quota di capitale necessaria del 19% valga solo per l'intero gruppo o anche per le singole società. Per la ministra delle finanze la risposta è chiara: "per quanto riguarda le filiali, devono rispettare la soglia minima solo quelle che hanno una funzione rilevante per il sistema", ossia in primo luogo il settore d'attività principale.

La consigliera federale si aspetta ora che UBS e Credit Suisse illustrino in dettaglio come siano arrivate a tali calcoli. le cifre verranno quindi esaminate e il Consiglio degli Stati riceverà la relativa documentazione prima di discutere del progetto di legge nella sessione di giugno.

"Resto fermamente convinta che in un'economia di mercato liberale sia inaccettabile che due grandi banche possano correre rischi per i quali non devono assumersi la responsabilità a causa della fattuale garanzia di Stato", ha sostenuto la Widmer Schlumpf.

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