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Wikileaks: Interpol, mandato d'arresto per Assange

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 dicembre 2010 - 08:16
(Keystone-ATS)

LIONE - L'Interpol ha annunciato di aver emesso un mandato d'arresto internazionale per Julian Assange, fondatore di Wikileaks, ricercato dalla Svezia nel quadro di un'inchiesta per "stupro ed aggressione sessuale".
L'Interpol ha reso noto di aver emesso un "avviso rosso" (red notice, mandato di cattura internazionale) per Assange, su richiesta della Svezia. La notizia è stata anche confermata alla France Presse da un portavoce dell'organizzazione internazionale di polizia.
La "richiesta di arresto ai fini dell'estradizione" era stata ricevuta il 20 novembre, inviata dalla Svezia. Gli 'avvisi rossi' vanno ai 188 paesi che aderiscono all'Interpol, tra cui la Gran Bretagna, dove si ritiene risieda il 39enne australiano.
Il 18 novembre, la giustizia svedese aveva emesso un mandato di cattura per Assange, che voleva interrogare, "sulla base di ragionevoli sospetti di stupro, aggressione sessuale e coercizione". I fatti contestati risalirebbero allo scorso agosto. Assange aveva fatto ricorso, ma il mandato era stato confermato da una corte d'appello. Oggi i suoi legali hanno portato l'appello alla Corte suprema di Stoccolma.
L'indagine nasce da due incontri avuto con altrettante donne durante la sua visita in agosto in Svezia, dove l'ex avvocato aveva intenzione di far richiesta di residenza, con l'obiettivo di avere la tutela delle leggi svedesi sulla libertà di stampa per il suo sito Wikileaks. Secondo informazioni emerse in Svezia, le donne avrebbero raccontato che gli incontri sessuali, iniziati come consensuali, si erano trasformati in violenza.
Assange ha respinto le accuse, lasciando intendere che le denunce sono il risultato di una campagna di fango orchestrata dagli Usa contro Wikileaks.

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