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È di due morti il bilancio dei violenti scontri verificatisi oggi ad Aden, nel sud dello Yemen, tra centinaia di manifestanti che invocavano la deposizione del presidente Ali Abdallah Saleh e la polizia, mentre analoghe proteste anti-regime si sono svolte per il quarto giorno consecutivo nella capitale Sanaa.

Centinaia di giovani dimostranti avevano stamani assaltato la sede del municipio di al-Mansura, un quartiere di Aden, e dato alle fiamme quattro veicoli delle forze di sicurezza, gridando slogan simili a quelli già scanditi nelle proteste anti-regime in Tunisia e in Egitto: "Vattene Ali!" (in riferimento al rais yemenita), "No alla corruzione", "Dopo oggi non più paura!".

La polizia è intervenuta sparando gas lacrimogeni e pallottole di gomma e ferendo tre manifestanti, due dei quali sono poi morti in ospedale. Sempre nell'ex capitale dello Yemen del Sud, centinaia di dipendenti pubblici hanno proseguito oggi lo sciopero per chiedere le dimissioni dei vertici delle aziende di Stato e l'aumento dei loro salari.

A Sanaa invece, circa 500 persone si sono riunite per chiedere la deposizione del raì. Saleh, al potere da 32 anni e che nei giorni scorsi aveva comunque assicurato che non si ricandiderà alle prossime elezioni presidenziali del 2013.

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SDA-ATS