Basilea Città: riuscita iniziativa salario minimo 23 franchi l’ora
(Keystone-ATS) Basilea Città voterà su un salario minimo di 23 franchi all’ora a livello cantonale. È infatti riuscita un’iniziativa in questo senso lanciata in settembre da un gruppo di sindacati e partiti di sinistra, la prima di questo genere nella Svizzera tedesca.
Le 4500 firme raccolte – ne servivano 3000 – sono state consegnate oggi alla Cancelleria di Stato.
In particolare il testo chiede una legge “per la protezione socio-politica dei lavoratori”. Lo scopo è di garantire che qualunque impiego a tempo pieno sia sufficiente per sopravvivere. Attualmente, circa il 13% dei lavoratori di Basilea Città guadagnano meno di 23 franchi lordi all’ora.
La soglia dovrebbe essere adattata annualmente in base all’evoluzione degli stipendi e dell’inflazione in Svizzera. Esclusi dal salario minimo sarebbero gli studenti, gli apprendisti e le persone che svolgono lavoretti effettuati durante le vacanze.
Il Cantone dovrebbe garantire l’applicazione della norma e, in caso di infrazione, provvedere a sanzionare i trasgressori con una multa. Inoltre, andrebbe creata una lista pubblica delle aziende che violano la legge. I recidivi verrebbero banditi dai concorsi pubblici.
L’introduzione di un salario minimo cantonale è stato avallata il 21 luglio del 2017 da una sentenza del Tribunale federale (TF) che, respingendo i ricorsi di padronato e organizzazioni economiche, ha fatto di Neuchâtel il primo cantone in Svizzera a disporre di una legge che fissa una busta paga minima, di 20 franchi l’ora. Anche nel Giura la popolazione ha accolto un’iniziativa “per salari dignitosi”. A Ginevra nel giugno scorso ne è stata presentata una analoga.
Dal lancio dell’iniziativa, i Parlamenti cantonali di Turgovia e Friburgo si sono invece pronunciati contro un salario minimo, respingendo mozioni in tal senso.
In Ticino, nel 2015, gli elettori hanno adottato un’iniziativa popolare dei Verdi che prevede la possibilità di introdurre uno stipendio minimo in singoli settori.
A livello nazionale, nel maggio del 2014 alle urne era stata bocciata l’iniziativa sul salario minimo dell’Unione sindacale svizzera (USS). La quota di voti contrari di Basilea Città si era attesta al 62,32%.